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Disagio giovanile: anaffettività e solitudine.

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Siamo tutti indignati per il video che ha spopolato nei social network che riprende dei ragazzi che ridono e commentano con sarcasmo la morte di un povero uomo, ma la colpa è di noi adulti se i nostri giovani sono anaffettivi, gli abbiamo presentato una società vuota di valori morali, non hanno nessun esempio da seguire e nessuno ha pensato seriamente di costruire qualcosa per loro, sono 20 anni che propongo  di aprire dei centri giovanili dove poter fare aggregazione.

Di cosa ci meravigliamo?

Se ci sono episodi drammatici come quello avvenuto ieri mattina sul lungomare e l’esordio di questi ragazzi sta ad indicare che i nostri figli sono stati lasciati soli, che c’è il vuoto intorno a loro.

Abbiamo fallito tutti, è terminato il momento di parlare, bisogna “Fare” e non solo criticare.

Questi ragazzi sono il sintomo di una società che non funziona, perché servono soprattutto nei contesti difficili in cui viviamo, dei servizi che possano aiutare, educare i giovani alle emozioni indipendentemente da cosa fanno e da dove provengono e lavorare sulla loro incapacità di stabilire relazioni affettive, sane.

I giovani  hanno bisogno dei propri spazi dove poter crescere e dove poter confrontarsi con i professionisti che hanno gli strumenti adatti per farli riflettere.

Non bisogna condannare questo gesto ma dobbiamo prendere le giuste precauzioni e i giusti interventi.

Più di 20 giorni fa abbiamo accolto un ragazzo di 22 anni presso la nostra sede e la problematica emersa è questa, la solitudine, lo smarrimento di  non avere consapevolezza delle proprie emozioni.

Il Presidente di Libere donne

Caterina Villirillo

Il Criminologo Sergio Caruso