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Rapani: «Salvare l’aeroporto di Crotone è obbligo morale»

Redazione

«Mentre sindaci e popolazione scendono in piazza per manifestare e tentare di salvare l’aeroporto di Crotone, la politica nazionale e quella regionale, su un tema tanto delicato come questo, giocano a nascondino».

Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio di Corigliano (uninominale), torna su un argomento sul quale si è speso tanto negli ultimi anni. Per il rappresentante del partito della Meloni lo scalo di Sant’Anna potrebbe contribuire «e di molto – aggiunge – a far uscire da un atavico isolamento i territori jonici, se la Regione fosse meno miope e si sforzasse di vedere un pizzico più in là dei favoritismi verso altri territori».

«In attesa che si possano raggiungere degli accordi con vettori e linee aeree – avanza Rapani – invito sia il governo nazionale, che se ne esce in campagna elettorale con la promessa di sborsare 100mila euro al mese per coprire i costi della torre di controllo, sia quello regionale ad impegnarsi ad elettrificare la linea ferroviaria jonica, dopo aver cambiato le traverse impiegate cent’anni fa. Nell’attesa, però, si potrebbero utilizzare i treni swing già in dotazione più di una volta al giorno come accade oggi. Così facendo il passo verso la metropolitana di superficie, che proponiamo da anni ormai e sul quale mezzo ci eravamo battuti da consiglieri provinciali convincendo l’allora presidente dell’ente Oliverio a inserirla nel piano delle opere da realizzare, sarebbe più che breve. La metro favorirebbe la mobilità delle persone, dei pendolari e dei turisti verso la Piana di Sibari e celermente raggiungerebbe l’aeroporto, concedendo anche a questo territorio un diritto sacrosanto che è proprio quello alla mobilità».

A Rapani, inoltre, «suona strano che il ministro Delrio si sia interessato dello scalo aeroportuale crotonese solo alla vigilia delle elezioni e che Oliverio pianga lacrime da coccodrillo ogniqualvolta c’è da considerare la costa jonica, considerata probabilmente come la sorella povera da abbandonare in una Regione in cui non funziona più nulla».

«Mi auguro – è l’amara conclusione del candidato alla Camera dei Deputati – che tutte le battaglie che abbiamo imbracciato in questi anni possano servire a smuovere le coscienze dei potenti e che, una volta per tutte, regione e governo facciano quadrato attorno ad un aeroporto di inestimabile valore per le popolazioni joniche. Se pensiamo che un romano o un milanese impiegano almeno un ora per raggiungere i loro aeroporti, perché non possiamo farlo noi, ad esempio dalla Piana di Sibari a Sant’Anna in 40 minuti con la metro di superficie?»

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