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Quisto chiude un pre-seed round da 800mila euro per rendere la filiera dell’out-of-home più efficiente e sostenibile.

Redazione
  • La dimensione del fuori casa Ho.Re.Ca. in Italia è stimato intorno ai 17 miliardi di euro, il che lo rende uno dei più grandi mercati in Europa. Ma è un mercato che ha mostrato forti resistenze all’innovazione e alla digitalizzazione. 
  • Fondata nel 2022 da Stefano Raffaglio e Pietro Bini Smaghi, Quisto ha lanciato la piattaforma B2B per facilitare gli acquisti di bar e ristoranti, permettendo a grossisti e produttori del largo consumo di tracciare e ottimizzare la loro distribuzione sul territorio. 
  • Il round è partecipato da un importante Family Office dell’industria, alcuni investitori privati dal mondo del food service a da StartupGym, il Venture Studio che ha guidato e supportato la nascita di Quisto negli ultimi 18 mesi. 
  • I fondi serviranno al team per consolidare il prodotto ed espandersi commercialmente a livello nazionale. 

Milano, 22 marzo 2023 Quisto, la piattaforma italiana che vuole innovare la filiera del cibo e bevande fuori-casa, ha chiuso un pre-seed round da 800mila euro. Il round è stato partecipato da un importante Family Office italiano dell’industria alimentare e da alcuni angel investors con esperienza nel mercato dell’Ho.Re.Ca. (Hotellerie-Restaurant-Café) oltre che da StartupGym, il Venture Studio guidato da Enrico Pandian, Giuseppe Balzano e Tarek Fahmy e che ha supportato la genesi e crescita di Quisto. 

Quisto si rivolge ai retailer (bar, ristoranti, negozi) che vogliono avere accesso a una piattaforma più efficiente per effettuare i propri ordini, disponibile 24/7, e con accesso a un catalogo prodotti (e di offerte) molto più ampio. Il servizio si rivolge anche a grossisti e distributori che hanno in Quisto il migliore alleato per scalare la propria attività commerciale, migliorando la relazione con i clienti esistenti grazie all’integrazione della tecnologia con la loro rete di vendita. 

Nata nel 2022, sono a oggi già oltre 2000 gli ordini effettuati dagli esercenti che si sono registrati sulla piattaforma e che accedono al catalogo di oltre 5mila prodotti disponibili su Quisto. Con queste nuove risorse, Quisto ha in progetto di continuare a investire nella tecnologia, espandere il bacino clienti e di ottimizzare la gamma di servizi offerti ai vari operatori della filiera e l’efficienza della go-to-market. 

Stefano Raffaglio, co-founder di Quisto. 

“Avendo lavorato per oltre 20 anni con grossisti e industria, ho avuto la possibilità di conoscere in modo approfondito le problematiche di questo canale. Il retailer cerca il prezzo ma vuole il servizio, l’assortimento, la cortesia; l’agente deve essere aiutato a diventare un brand ambassador, un consulente del punto vendita perchè nessuno ha bisogno di un raccoglitore d’ordini; il grossista deve evolvere il business efficientando e prendendo decisioni data driven; l’industria vuole pagare un solo partner affidabile. Quisto rende possibile tutto ciò attraverso una piattaforma digitale collaborativa e una logistica diretta dei prodotti nelle aree di maggiore densità abitativa e commerciale” 

Pietro Bini Smaghi, co-founder di Quisto. 

“Lo “status quo” ha bisogno di essere ripensato. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di cambiare l’abitudine d’acquisto di baristi e ristoratori. La tecnologia servirà a rendere più scalabile il servizio di chi vende e a dare maggior trasparenza per chi compra. La vera conquista sarà nel rendere l’esperienza del buyer interattiva e senza frizioni, abbattendo costi e offrendo maggior valore, rispetto agli attuali standard di mercato.” 

Giuseppe Balzano, Partner StartupGym 

“In StartupGym, abbiamo sviluppato una forte tesi di investimento sul mercato della distribuzione fuori casa, che stimiamo valga 17 miliardi solo in Italia, 180 miliardi in Europa. La filiera non ha ancora visto alcuna innovazione tecnologica: agenti in auto, camion con pochi ordini, scarsa trasparenza sui prezzi, ordini cartacei e chiamate telefoniche. È inoltre un mercato dominato dal nero, la cui logistica è scarsamente ottimizzata a scapito dell’ambiente e le città. Crediamo ci sia uno spazio per fare disruption e costruire un modello sostenibile e innovativo.” 

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