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Successo di partecipazione per la Festa della Liberazione al Museo e Giardini di Pitagora: riflessioni al femminile sull’urgenza di creare spazi di democrazia

Redazione

Un successo di partecipazione, ma soprattutto di condivisione di valori quali la libertà e la coesione
sociale, si è registrato giovedì 25 aprile alla Festa della Liberazione organizzata dal Consorzio
Jobel, in collaborazione con diverse organizzazioni crotonesi, presso il Museo e Giardini di
Pitagora.
Per celebrare una data importante che rappresenta l’inizio di una primavera democratica è stato
creato un momento originale di dibattito e confronto tutto al femminile, che ha visto radunate
attorno alla tavola rotonda “Approdi di Pace” rappresentanti del mondo accademico, scolastico,
istituzionale e sociale.
Come ha ricordato l’assessore alle politiche sociali Filly Pollinzi «spesso si tende a sminuire il
valore delle donne impegnate, per tale motivo bisogna camminare insieme, in direzione ostinata e
contraria. Dobbiamo occupare gli spazi di democrazia, fortificare l’impegno civile contro le
ingiustizie, prendendo posizione e insistendo per la tutela dei diritti».
Combattere ogni giorno contro l’indifferenza, l’aridità emotiva, la polemica sterile. Resistere con
l’esempio che deriva dall’onestà e dal coraggio di fare ciò che è giusto per tutti. L’esempio di
giustizia sociale portato anche da Valentina Castelli, psicologa dell’associazione Baubò: «per
quanto inalienabili, purtroppo i diritti non sono per sempre, per tale motivo vanno continuamente
difesi. Quando vengono messi in discussione si generano sentimenti di odio, scaturiscono conflitti e
quindi si crea disgregazione nelle comunità, terreno fertile per l’oppressione» ha affermato
ribadendo l’importanza di creare luoghi di comunità in cui si dà voce a tutti.
A volgere lo sguardo al passato, mostrando un profondo senso di gratitudine verso le donne e gli
uomini che hanno avuto il coraggio di ribellarsi e hanno contribuito a rendere l’Italia libera e dotata
di una delle costituzioni più belle d’Europa, è stata Francesca Falcone, docente dell’Unical.

«È la nostra storia che dobbiamo mantenere viva, sentendoci responsabili nel nostro piccolo della
società che vogliamo provare a costruire. Liberazione, infatti, significa impegnarsi da protagonisti
nella costruzione di una società giusta. Non è solo ricordare una soglia storica, ma soprattutto
costruire azioni di liberazione quotidiane, che richiedono una leadership on the line per sradicare le
ingiustizie che si riproducono a tutti i livelli, politici, sociali, economici e culturali».
D’accordo anche Rossella Napolano e Lucia Sacco che, grazie alla rispettiva esperienza nel mondo
dell’educazione e della formazione dei più giovani, hanno dichiarato: «insegniamo il valore della
democrazia da tutelare nella nostra società in cui, tuttora, non mancano forme di oppressione e
discriminazione. Ci impegniamo per prestare ascolto e dare spazio alle voci più flebili. Cerchiamo
di promuovere il valore della pace».
Valori ben consolidati anche nel percorso professionale della giornalista Giusy Regalino che ha
evidenziato il timore che vengano persi soprattutto tra le nuove generazioni. «Dobbiamo lottare
quotidianamente per il bene dell’intera comunità, soprattutto delle persone più fragili, alle quali, nel
mio piccolo, do voce raccontando le loro storie, aiutandole a raggiungere la propria liberazione» ha
commentato, suggellando il dibattito che si è rivelato una preziosa occasione di riflessione, in un
momento storico in cui le crescenti guerre e diseguaglianze mettono a repentaglio memoria e
libertà.

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