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Crotone, Comune: Il ringraziamento ai dipendenti andati in pensione negli anni 2017/2018

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L’ultima rappresentanza del nutrito gruppo di dipendenti collocati in pensione è stata protagonista della cerimonia che l’amministrazione ha promosso per testimoniare il ringraziamento a coloro che sono stati parte fondamentale delle vita amministrativa dell’Ente.

Dopo i dipendenti andati in pensione dagli anni 2019 al 2021 il sindaco Voce e l’assessore al Personale Filiberto hanno espresso la riconoscenza ai dipendenti in quiescenza del 2017 – 2018

Oltre cento sono stati i dipendenti che hanno concluso il proprio ciclo lavorativo in questi cinque anni ed a tutti l’amministrazione ha voluto esprimere gratitudine per il lavoro svolto con professionalità, abnegazione e spirito di servizio.

Vi ringrazio per quanto avete fatto e soprattutto per l’esempio che avete lasciato che non si fonda solo sulla professionalità espressa ma anche per il senso di appartenenza all’ente. Pur essendo giusto che dopo tanti anni vi venisse riconosciuto la meritata pensione, perdere in cinque anni oltre cento dipendenti, e dipendenti con esperienza collaudata, sicuramente ha creato problemi alla macchina amministrativa che stiamo riavviando con nuovi innesti. Ma resta il vostro patrimonio di esperienza al quale i nuovi arrivati debbono ispirarsi” ha detto il sindaco.

Proprio a tale riguardo l’assessore Filiberto oltre che rinnovare il ringraziamento ai dipendenti ha anticipato che l’amministrazione proprio per non disperdere quanto di positivo seminato ha intenzione di prevedere, anche attraverso forme associative, che il contatto con quanti meritoriamente hanno lavorato presso l’Ente non si disperda.

Ad allora grazie a: Vincenzo Scalera, Antonio Ceraso, Vincenzo Palermo, Carmine Fantasia, Antonio Pipita, Giuseppe Scarriglia, Adolfo Berlingieri, Santo Facino, Angelo Costa, Domenico Leuzzi, Franco Valerio, Anna Maria Monizzi, Gianfranco De Martino, Maria Taliano, Rosa Russo, Bruno Marando, Vincenzo Agresti, Daniela Cai, Tommasina Vizza, Massimo Mazza, Antonio Gaetano e Giuseppe Vilone