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Crotone, “Non uno di più”, la forte risposta della città a fenomeni di violenza e discriminazione

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Una bella serata, un momento storico per la nostra città quello di domenica 25 luglio in piazza Berlinguer. Per la prima volta Crotone è scesa in strada per manifestare per i diritti di tutti, contro ogni forma di discriminazione, per difendere e supportare le scelte di vita di ognuno e, in particolare, di ragazze e ragazzi, figli di questa città che per lungo tempo si sono sentiti abbandonati dalla loro stessa comunità.

Non può essere più così e la reazione della Crotone che non discrimina, nell’ultima domenica di luglio, si è fatta sentire bella e colorata, orgogliosa e partecipata come non si vedeva da tempo anche su altre tematiche. Lo ha sottolineato Filippo Sestito, presidente dell’Associazione Il Barrio, che ha presentato l’evento e ha evidenziato come l’idea dell’iniziativa sia nata dalla vicenda del quindicenne che è stato pestato circa tre settimane fa, lì sul lungomare di Crotone, a causa del suo orientamento sessuale. Una lettera del ragazzo, presente in piazza insieme ai genitori, è stata letta dal palco. Un momento emozionante perché quelle parole sono riuscite a toccare l’animo di tutti i presenti.

Collateralmente all’evento si è svolta la benedizione da parte di Don Ezio Limina della panchina gialla contro il bullismo, da poco installata proprio in piazza Berlinguer e che si lega a doppio filo con il tema di “Non uno di più”.

Vivere liberamente la propria sessualità a prescindere dall’orientamento sessuale è stato per troppo tempo un tabù, ma non solo qui a Crotone. Cristian Gaudio, neopresidente di EOS Arcigay Cosenza ha sottolineato, in quello che di fatto è stato il suo primo intervento pubblico, come ci sia di base una forte arretratezza culturale che alimenta l’omofobia allo stesso modo della ‘ndrangheta con fenomeni di paura e violenza.

Silvio Cilento, attivista LGBTI e già dirigente nazionale Arcigay, ha portato la sua esperienza personale di calabrese che tra mille difficoltà ha deciso di rimanere nella propria regione nonostante le quotidiane discriminazioni subite fin da adolescente. Ha citato un dato, poi, che ha scosso la piazza. Nel corso del suo attivismo in Arcigay ha supportato più di trenta tra ragazze e ragazzi crotonesi under 35 che sono dovuti andare via perché non riescono a essere loro stessi all’interno della propria città a causa di fenomeni di omofobia, lesbofobia e transfobia.

Una vergogna, una realtà tremenda cui bisogna porre un argine, mattone dopo mattone anche attraverso manifestazioni come “Non uno di più” o come la creazione di realtà che combattano quotidianamente sul territorio situazioni del genere. Anche insieme a tutta quella rete di realtà sociali che con l’Associazione Il Barrio, Arcigay Cosenza e Arcigay Reggio Calabria hanno organizzato l’evento.

In particolare i musicisti Eliseo Chiarelli, Jacopo Arcuri e Samuele Leto, l’artista Francesca Cafarda, il collettivo “Villa Lucifero”, l’Associazione Ivì, l’Anpi di Crotone intervenuta con Giusy Acri e Marilisa Ursino, l’Associazione Nikol Ferrari, i Sentinelli di Crotone intervenuti con Fabio Riganello, l’Aipd di Crotone presente con Alessia Sisca. Ma davvero tante sono state le realtà che hanno contribuito – tra le attività commerciali il Sunrise KR, Columbus Bar, L’arte della Legatoria, VIBE – e i cittadini presenti che si spera prenderanno parte agli sviluppi futuri di “Non uno di più”.

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