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CORIGLIANO ROSSANO | PICCOLA PESCA HA SUBITO ASSURDI DIVIETI EUROPEI.SULLA SARDELLA TEMPO PERSO. RISCRIVERE REGOLE

Redazione

Le istanze dei pescatori sono state per troppo tempo piegate a logiche Made in Europe, spesso subite dai governi nazionali che le hanno vissute come dogmi incontestabili. – Il Mediterraneo e lo Ionio non sono il Mare del Nord e la pesca in essi va regolamentata in modo diverso ed adeguato. – La piccola pesca vive oggi una crisi strutturale. Non bastano però soltanto le risorse, bisogna cambiare la strategia di fondo. – L’esigenza della ripopolazione del mare non può più essere disgiunta dal diritto al lavoro dei pescatori. – Se oggi la sardella è un prodotto a rischio la responsabilità è delle istituzioni e della classe dirigente politica meridionale e calabrese degli ultimi decenni, soprattutto la rappresentanza parlamentare in Unione Europea. Bisogna adesso riscrivere le regole, ma senza improvvisazione.

 Sono, questi, le analisi, le denunce ed in passaggi principali emersi nel corso del partecipato dibattito promosso dal FLAG (Fisheries Local Action Groups) – BORGHI MARINARI DELLO JONIO sulle misure ed iniziative previste dal FONDO EUROPEO AFFARI MARITTIMI E PESCA 2014-2020 (FEAMP). – Ospitato nei giorni scorsi nella caratteristica piazza Portofino di SCHIAVONEA nel territorio di CORIGLIANO, l’evento che si inserisce nelle diverse iniziative itineranti promossi dal FLAG (ex GAC), è stato coordinato dal responsabile comunicazione strategica del Comune di CORIGLIANO ROSSANO Lenin MONTESANTO (che ha portato i saluti del Commissario Prefettizio, il Prefetto Domenico BAGNATO) ed aperto da Cataldo MINÒ presidente del Flag che ha illustrato le diverse misure della nuova programmazione per la piccola pesca costiera, definite innovative e con contributi fino all’80%.

Per il deputato Francesco FORCINITI bisogna invertire rotta rispetto ad un’epoca di vincoli europei subiti passivamente dai governi italiani che si sono succeduti e con la complicità della politica locale che invece di difendere i piccoli pescatori ha preferito per decenni la strada dei facili finanziamenti (in tutti i settori) solo per estorcere consenso. Il fermo biologico – ha scandito – è stato vissuto come un dogma al pari del vincolo del 3% del PIL. Basta!

La pesca nel Mediterraneo – ha detto Onofrio MARAGÒ responsabile di LEGA COOP PESCA CALABRIA – sta soffrendo. Negli ultimi 15 anni ha fatto registrare un 30% in meno. Il sistema sanzionatorio applicato alle nostre latitudini, diversamente da quanto accade altrove, è oggettivamente eccessivo ed insopportabile. Non è possibile – ha continuato – che i pescatori paghino multe salate per aver pescato accidentalmente del tonno.

I vincoli europei degli ultimi decenni – ha aggiunto Ignazio GENTILE presidente della cooperativa LA BUSSOLA – stanno decretando la distruzione della piccola pesca. E se si considera che il pescato c’è si comprende bene allora anche l’entità del danno che queste normative, concepite lontanissimo dai contesti di loro applicazione, stanno determinando sulla economia dei territori e della grande e storiche marinerie come SCHIAVONEA.

Per Michele SAPIA, segretario regionale FAI CISL CALABRIA è assurdo che al pescatore non vengano applicate ad esempio le norme sul lavoro usurante e sulla sicurezza. Ma ciò che lo è ancora più è il fatto che, da una parte, aumenta il consumo del pesce e, dall’altra si riducono le imbarcazioni del 33%. Sul settore ittico – ha sottolineato – bisogna fare sistema con le altre regioni del Sud. Auspicando che ritorni a riunirsi presto il Tavolo Azzurro SAPIA ha sottolineato l’urgenza di mettere in piedi un comitato scientifico per valutare se e quali miglioramenti hanno prodotto i divieti imposti in questi anni in sede comunitaria.

Tonino MARTILOTTI responsabile di ITTICA SCHIAVONEA ha denunciato le gravi contraddizioni che emergono spesso rispetto alle norme sulla tracciabilità del pescato mentre Titti SCORZA già consigliere comunale di ROSSANO e partner privato del FLAG ha posto in evidenza la necessità di governare la questione della ripopolazione ittica alla luce del diritto costituzionale al lavoro dei pescatori. Non possiamo tollerare – ha aggiunto – che si prevedano ed applichino sanzioni che vanno fino a 200.000 Euro per violazione di divieti sulla pesca di piccola taglia.

La questione della sardella – ha detto Giuseppe GATTO responsabile presìdi della Condotta SLOW FOOD Pollino Sibaritide Arberia – va affrontata anche e soprattutto tenendo in considerazione che siamo di fronte ad un prodotto di conserva identitario ed esclusivo le cui origini ed il cui valore sociale ed economico sono documentatamente risalenti a diversi secoli fa. Non possiamo accettare – ha aggiunto, ricordando l’impegno del Convivium sul consumo del pesce locale nella ristorazione – che amministrazioni comunali dei nostri territori spendano risorse pubbliche per finanziare eventi che di fatto ignorano e offendono le produzioni autoctone, pesce del Mediterraneo in primis.

 Di insufficienza della politica soprattutto nelle istituzioni europee ha parlato anche Cosimo CARIDI referente per l’Autorità di Gestione del FEAMP per la Regione Calabria per il quale – ha precisato – se la proposta di regolamento del FEAMP 2020 dovesse confermarsi così come è ora rappresenterà la morte della piccola pesca. Sulla sardella – ha proseguito – gli errori sono stati nostri: abbiamo perso tempo. Per anni siamo stati inascoltati dal Ministero. Ora dobbiamo modificare le regole. Ma se la Calabria non ha quote tonno – ha chiarito – ciò deriva dalla mancata comunicazione di tonno pescato da parte del settore produttivo regionale. Con l’auspicio che si possa ripetere il successo fatto registrare nella passata programmazione, per quanto sbilanciata sull’acquacoltura (con il 93% di risorse spese dai Gruppi di Azione Costiera calabresi) CARIDI ha lodato l’attenzione e l’iniziativa di SLOW FOOD; ha proposto che anche nella pesca vengano previsti premi di primo insediamento come accade in agricoltura ed ha invitato i pescatori a partecipare ai bandi del FLAG. Perché – ha concluso – non dobbiamo perdere nessuna risorsa.

Facendoci interprete delle istanze emerse in tutti gli interventi – ha concluso Mimmo BEVACQUA presidente della commissione regionale ambiente e territorio – presenteremo presto una proposta di legge regionale che, anche e soprattutto attraverso la tutela della piccola pesca costiera, nell’ambito delle competenze regionali, ne favorisca lo sviluppo e la sua promozione come fattore di crescita endogeno ed eco-sostenibile dei nostri territori.

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