Home » ALTOMONTE | MEDICI FAMIGLIA,SOLIDARIETÀ AMMINISTRAZIONE – IL SINDACO: NEI TERRITORI BALUARDO SANITÀ

ALTOMONTE | MEDICI FAMIGLIA,SOLIDARIETÀ AMMINISTRAZIONE – IL SINDACO: NEI TERRITORI BALUARDO SANITÀ

Redazione

I medici di famiglia, come già fatto nel corso dei difficilissimi mesi compresi tra febbraio e giugno 2020, hanno rappresentato e rappresentano l’unico baluardo della medicina territoriale e del sistema sanitario nazionale per i cittadini e anche per gli enti locali. È ingiusto scaricare su di loro responsabilità. Continuano ad essere impegnati a contrastare la pandemia e a gestire, quotidianamente, l’ordinario con l’emergenza.

È quanto dichiara il Sindaco Gianpietro Coppola esprimendo solidarietà alla categoria in questi giorni presa di mira dalla stampa nazionale con attacchi velati o diretti alla serietà e all’intensità dell’impegno dei medici di medicina generale (o di famiglia) in questo momento particolare dell’emergenza del COVID-19.

Questa sensazione – aggiunge il Primo Cittadino – è stata confermata dal documento stampa fatto circolare nelle ultime ore Silvestro Scotti, Segretario Nazionale FIMMG, l’associazione più grande della categoria dei medici di famiglia, che ha sentito la necessità di esprimersi a sostegno dei colleghi. La nota è stata accolta però in modo tiepido dai mass media nazionali e regionali.

Non riconosciamo i nostri medici – aggiunge Coppola – nella descrizione che qualcuno ne fa come assenti, che non rispondono o si negano ai pazienti, che non collaborano con le diverse realtà di un territorio. I nostri medici di famiglia – continua – fin dal 13 marzo 2020, si sono riuniti ed hanno lavorato con noi in un Comitato locale di crisi, composto dal Comune, dai medici di famiglia, dai medici di continuità assistenziale (guardia medica) dalla locale pediatra di libera scelta, dal farmacista, dai carabinieri, dai vigili urbani, dai parroci, dalle associazioni di volontariato e di categoria (Confcommercio, Confartigianato e altri) scegliendo insieme strategie e metodi di intervento per fronteggiare l’epidemia con misure ulteriori e più di dettaglio rispetto alle indicazioni delle superiori istituzioni. Conosco medici di famiglia – va avanti il Sindaco – che, lasciati senza dispositivi di protezione individuale dal Sistema Sanitario Nazionale e Regionale o dalla Protezione Civile, li hanno acquistati personalmente o li hanno chiesti al Comune senza fermarsi nel loro dovere, senza esitare, senza rifiutarsi, sempre in armonia e sinergia con istituzioni e pazienti, anche nei momenti di massima difficoltà e tensione. Hanno aiutato ed orientato anche i nostri interventi di assistenza sociale e di sostegno alle persone sole e in difficoltà, con distribuzione domiciliare e gratuita di farmaci e generi salvavita, di pasti e merci varie, di assistenza costante e diretta – in presenza o da remoto – di anziani, ammalati, persone fragili, sottoposti ad isolamento domiciliare o a quarantene obbligatorie e che dovevano essere aiutati a superare mille difficoltà. E tutto questo non per un giorno, una settimana o un mese, ma sempre da marzo ad oggi, anche proponendo iniziative di sensibilizzazione.

La Giornata della Vaccinazione è un esempio. Grazie all’attività dei medici di famiglia ed alla collaborazione del comune, quasi quattrocento anziani e persone a rischio sono state vaccinate velocemente, senza attese e file, senza rischio di contagio e con il massimo rispetto di tutte le normative anti-COVID. Questi sono i medici di famiglia che conosco ed incontro tutti i giorni, nel mio paese e nei paesi limitrofi, nelle città od in giro per la Calabria e se qualche episodio negativo c’è stato o potrà capitare, certo questo non è motivo per minare onorabilità professionale e dignità dell’unico elemento che ancora regge della bistrattata sanità italiana.  Chiedo un forte intervento di sostegno alla categoria da parte dell’Anci Calabrese e Nazionale e che la situazione paradossale in cui questi medici si trovano spesso ad operare sia al centro della manifestazione di protesta dei Sindaci terranno giovedì 19 davanti a Palazzo Chigi.

Articoli correlati