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Redazione

Terremoto in Francia, spariscono dal ballottaggio per l’Eliseo i partiti che hanno governato la Quinta repubblica, i socialisti e gli eredi dei neogollisti. La finale per guidare il paese nei prossimi cinque anni se la giocheranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National. Dalla gauche ai Républicains, già da ieri sera, sono arrivate dichiarazioni di sostegno a Macron contro Le Pen per il 7 maggio. Per la prima volta nella storia moderna della Francia, il candidato del partito che ha appena governato il Paese non arriva al secondo turno. “Si volta chiaramente pagina, oggi, nella politica francese”, ha esultato Macron. “Voglio andare oltre” i risultati di stasera, ha continuato, “e unire tutti i francesi. Porterò avanti l’esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l’Europa”. “Spero – ha arringato i suoi sostenitori – tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi”.

Da Henin-Beaumont, sua roccaforte, Marine Le Pen ha esortato a votare per lei, “l’unica grande alternativa” contro Macron, “erede di Hollande”. E’ arrivata a citare il generale de Gaulle, poi si è definita “la candidata del popolo” ed ha lanciato un appello “a tutti i patrioti” a votare per lei, “per la sopravvivenza della Francia”. Benoit Hamon, vincitore delle primarie socialiste, crolla al 6,5% e ammette, senza scuse, una “pesante sconfitta elettorale e morale”. Con Macron si sono già schierati da subito il presidente Francois Hollande e il premier Bernard Cazeneuve. Per “sbarrare la strada” a Marine Le Pen anche l’altro sconfitto, Francois Fillon, rappresentante della destra dei Républicains, ha invitato a votare per l’ex ministro dell’Economia: “Non c’è altra scelta”. Se la gauche si trova davanti alle macerie di un fallimento politico ed elettorale, con un partito che di fatto non esiste più, non molto meglio sta la destra, tenuta insieme soltanto dalla speranza di arrivare al ballottaggio. Fillon, in un discorso dai toni sobri molto diverso da quelli aggressivi delle ultime settimane, ha ricordato che la destra deve “rimanere unita” in vista delle elezioni politiche di giugno.

Sconfitto anche Jean-Luc Melenchon, il leader della gauche radicale, ‘La France Insoumise’, che come prima reazione ha rifiutato di riconoscere immediatamente la sconfitta invitando tutti a dubitare delle prime cifre e attendere lo spoglio delle grandi città. Per lui si profila comunque un ottimo risultato, attorno al 19%, dopo essere partito da molto più in basso e aver rosicchiato voti al rappresentante della sinistra socialista che non ha convinto, Hamon. Era un 21 aprile, due giorni in meno rispetto a ieri, quando nel 2002 il padre di Marine Le Pen, Jean-Marie, lasciò di stucco la Francia e tutto il mondo arrivando inaspettatamente al ballottaggio contro Jacques Chirac, ai danni del primo ministro socialista, Lionel Jospin.

Molti vedono in questo 23 aprile una giornata altrettanto storica. Allora, i 15 giorni fra il primo e secondo turno furono un succedersi di manifestazioni “repubblicane” quotidiane, tutta la Francia si allineò dietro Chirac, che trionfò con oltre l’82% dei voti. Stavolta, tutti i sondaggi dicono che non sarà così, le intenzioni di voto al secondo turno hanno dato finora un’oscillazione fra il 60 e il 62% per Macron contro il 38-40% per Marine Le Pen. Macron, sconosciuto al grande pubblico fino a tre anni fa, punta a diventare presidente a 39 anni, un altro primato, portando con sé il centrista Francois Bayrou che a lungo, in passato, aveva rincorso proprio l’obiettivo di Macron, quello di affermarsi in alternativa ai due partiti dominanti.

Macron contro Le Pen sarà anche futuro con o senza l’Europa, politica del dialogo contro quella del muro attorno alla Francia e della chiusura delle frontiere.

Non c’è stata l’astensione a lungo temuta – l’affluenza è, come per le precedenti presidenziali, attorno all’80% – non ci sono stati attentati o incidenti ai seggi, come si paventava dopo la sanguinosa settimana che ha preceduto queste presidenziali, un’altra circostanza assolutamente inedita. Le premesse per i prossimi giorni non sono però le migliori, con immediati tafferugli esplosi alla Bastiglia fra studenti anti-Le Pen e polizia subito dopo l’annuncio dei risultati. Due ragazzi sono rimasti feriti, spaccate vetrine, distrutte pensiline e danneggiate le auto in sosta.

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