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Uniti si cresce a San Pietro di Caridà, Versace: “Autonomia differenziata rischia di spaccare il Paese. La Regione accentra tutto il possibile e trattiene le nostre funzioni”

Redazione

Il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana ha preso parte alla tavola rotonda organizzata dal gruppo “Patto per San Pietro di Caridà” nella sede di Piazza Vittoria del piccolo centro pianigiano

Il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, ha preso parte alla tavola rotonda “Uniti si cresce”, organizzata dal gruppo “Patto per San Pietro di Caridà” nella sede di Piazza Vittoria del piccolo centro pianigiano. L’occasione è servita per riflettere sulla Costituzione italiana, a 75 anni dalla sua promulgazione, sull’Autonomia differenziata proposta dal ministro Roberto Calderoli e sulla legge Delrio che ha istituito le Città Metropolitane.

Al confronto, moderato da Aldo Polisena, hanno preso parte la neo sindaca di San Pietro di Caridà, Caterina Gatto, il consigliere comunale caridarese Gabriele Trimboli, il capogruppo del “Patto”, Sergio Rosano, Giovanni Golotta, consigliere nazionale della Federazione civici europei, Candeloro Imbalzano, ex presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale, e Salvatore Ciurleo, segretario del Sindacato Pensionati della Cgil per l’area metropolitana.

«L’autonomia differenziata – ha detto Versace – mina alle fondamenta l’unità del Paese. Il decreto del leghista Roberto Calderoli spacca in due l’Italia e non tiene conto delle reali esigenze di territori, come la Calabria, in cui è difficile persino confrontarsi con una classe dirigente regionale particolarmente assente». «Il Governo – ha continuato – ha in mente una riforma che gran parte degli italiani non vuole, come dimostra il referendum del 2006 sulla Devolution e come affermato, più recentemente, dalla Conferenza metropolitana in cui tutti i sindaci reggini hanno espresso fortissime perplessità».

Sulla legge Delrio, poi, il sindaco facente funzioni non ha dubbi: «Va necessariamente rivista e riformata. Adesso che ricopro questo ruolo ho chiaro il peso che, in questi anni, ha dovuto sopportare il sindaco Giuseppe Falcomatà nel dover amministrare il Comune capoluogo e l’Ente di Area vasta con sacrifici ed un carico di responsabilità e lavoro enormi».

Alcune riflessioni, quindi, le ha riservate alla «pessima gestione della Regione e alle richieste del comprensorio cadute nel vuoto, soprattutto nel campo della sanità». Versace, infatti, ha ricordato l’ospedale di Oppido, le case cura o i Punti di Primo Intervento «di cui, nonostante le giuste rivendicazioni dei cittadini, si sono perse le tracce». La critica, successivamente, si è spostata sul complesso delle riforme messe in atto dalla Giunta Occhiuto, «portate avanti a colpi di maggioranza, in totale solitudine e senza pensare ai risvolti, pesantissimi, sulle comunità». Il riferimento è andato ai rifiuti, al sistema idrico ed ai Consorzi bonifica calabresi. «Hanno accentrato tutto il possibile», ha affermato Versace rimarcando la circostanza che ha visto «ben 16 leggi regionali, dal 2021, finire sotto la scure della Corte dei conti perché prive di copertura finanziaria».

«Il punto – ha incalzato – è che siamo in assenza completa di una classe dirigente regionale e dobbiamo assistere, inermi, al finanziamento di appena 300 mila euro sulle strade a fronte dei 3 miliardi complessivi stanziati dal Governo per il nostro comprensorio. E tutto questo passa inosservato, come se fosse normale». «Dal 2014 – ha concluso il sindaco facente funzioni – per mancanza di coraggio e rappresentatività, la Regione tiene per sé, pur non sapendole amministrare, le funzioni proprie della Città metropolitana perché rappresentano un potere che non conviene delegare».

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