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Reggio Calabria celebra la Giornata della Memoria per le vittime delle migrazioni

Redazione

Reggio Calabria celebra la Giornata della Memoria per le vittime delle migrazioni. Come ogni anno, a partire dal 2016, il Comune di Reggio Calabria, su proposta del sindaco Giuseppe Falcomatà, ha inteso dedicare una giornata alla commemorazione di tutte le vittime delle migrazioni.

Una data simbolica, indetta dallo stesso primo cittadino il 3 giugno del 2016, all’indomani del tragico arrivo nel porto di Reggio Calabria delle 45 salme di migranti recuperate in mare dal pattugliatore Vega della Marina Militare italiana e, poi, seppellite in un’area del cimitero di Armo, successivamente riqualificata grazie ad un progetto, promosso dalla Caritas Diocesana, per la realizzazione di un vero e proprio cimitero dei migranti.

Sarà, dunque, un momento di forte riflessione sui drammi che accomunano tanti, troppi, popoli in un momento storico in cui guerre, carestie e povertà sono alla base di tragedie che, nei secoli, anche il popolo italiano ha vissuto sul proprio destino.

Lunedì 3 giugno alle ore 9.00, quindi, al Cimitero dei migranti di Armo si celebrerà una cerimonia in memoria delle vittime delle migrazioni. Nell’occasione le autorità cittadine deporranno alcuni omaggi floreali al monumento realizzato all’interno del cimitero.

Nel pomeriggio alle ore 16.00 si terrà, nel salone dei Lampadari “Italo Falcomatà” di Palazzo San Giorgio, un incontro dal titolo “Dall’accoglienza all’integrazione”, durante il quale interverrà Douaa Alokla, autrice del libro “Damasco è dove sono”. Ospiti dell’iniziativa saranno i protagonisti della macchina dell’accoglienza, sia sul territorio comunale che in altri comuni dell’area metropolitana, nonché esperienze virtuose di integrazione attraverso i progetti operativi sul territorio.

Successivamente, alle ore 19:30, a chiusura della giornata, nella galleria di Palazzo San Giorgio, verrà proiettato il film “Io Capitano” di Matteo Garrone, alla presenza di Mamadou Kouassi, co-sceneggiatore dell’opera vincitrice di sette David di Donatello e due Leoni d’oro, candidato agli Oscar, ai Golden Globe ed agli European Film Awards. Proprio la storia di Mamadou Kouassi ha ispirato il film pluridecorato.

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