Home » Giornata mondiale della sindrome di Down, l’assessore Nucera: «La nostra società deve essere inclusiva, contro lo stereotipo esistente: non si tratta di diversità, ma di arricchimento per tutti noi»

Giornata mondiale della sindrome di Down, l’assessore Nucera: «La nostra società deve essere inclusiva, contro lo stereotipo esistente: non si tratta di diversità, ma di arricchimento per tutti noi»

Redazione

L’esponente della Giunta comunale: «Come Politiche sociali supportiamo le fasce vulnerabili con un ventaglio di servizi che, a breve, integreremo»

Anche l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria, il 21 marzo, ha celebrato la Giornata mondiale della sindrome di Down (WDSD) con l’illuminazione sul Lungomare Falcomatà del “Monumento ai caduti”. Negli anni scorsi molti punti di riferimento globali si sono illuminati per la Giornata mondiale della sindrome di Down, incluso l’Empire State Building a New York, la Torre Eiffel a Parigi e il Burj Khalifa a Dubai.

Si tratta di una giornata di sensibilizzazione globale che è stata ufficialmente osservata dagli Stati Uniti Nazioni a partire dal 2012 e ha l’obiettivo di migliorare la vita delle persone con sindrome di Down a cui, sovente, viene negato il diritto all’inclusione.

Come ha spiegato l’assessore comunale a Welfare e Politiche della famiglia, Lucia Nucera: «Ringraziamo la sezione reggina dell’Associazione Down che opera sul territorio da cinque anni. Il motto della giornata è stato “Stop agli stereotipi” e questo è molto importante. I portatori della sindrome sono visti come eterni bambini. Si deve lavorare per l’inclusione: è un’attività che dobbiamo fare a partire dalle scuole, ma anche successivamente, per l’inserimento lavorativo. Abbiamo tanti esempi positivi a livello nazionale e a livello locale. L’Amministrazione ha seguito nel tempo dei ragazzi che hanno fatto dei tirocini. A breve partirà con l’associazione reggina una campagna di comunicazione»

«Come Politiche sociali – ha concluso l’assessore – supportiamo le fasce vulnerabili con un ventaglio di servizi che, a breve, integreremo. Ma serve fare di più per l’inserimento lavorativo e l’autonomia dei portatori della sindrome perché la nostra società deve essere inclusiva, contro lo stereotipo esistente. Non ci sono limiti, i limiti li poniamo noi. Non si tratta di diversità ma di arricchimento per tutti noi».

Articoli correlati