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Canto lirico italiano patrimonio Unesco, Quartuccio: “La nostra Città Metropolitana si inserisce a pieno titolo in questa gloriosa tradizione”

Redazione

Il Delegato alla Cultura di Palazzo Alvaro esprime ha illustrato i risultati prodotti dalla Metrocity in campo artistico per il rilancio della tradizione lirica sul territorio reggino

“È sicuramente una splendida notizia quella relativa all’inserimento del canto lirico italiano come patrimonio immateriale Unesco. Si tratta di una grande eccellenza di cui il nostro Paese è sempre andato fiero e può continuare a farlo, grazie a questo riconoscimento internazionale. L’Italia è la patria del belcanto, inteso quello lirico, che ha sempre caratterizzato la musica mondiale, grazie soprattutto ad interpreti maschili e femminili di assoluto rilievo ed autori musicali che ancora oggi caratterizzano le stagioni liriche di tutti i teatri nel mondo. Anche la Città metropolitana di Reggio Calabria entra in questa gloriosa pagina di cultura musicale, con il sempre ammirato Francesco Cilea, ultimo erede della grande tradizione del melodramma italiano, sulla scia di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Il maestro, nato a Palmi, con le sue opere, tra cui l’Adriana Lecouvreur, si è fatto amare da tutti i maggiori interpreti femminili e maschili. Come Città metropolitana, in linea con il mandato programmatico del sindaco Giuseppe Falcomatà, in questi anni abbiamo sempre più valorizzato le tante realtà musicali del nostro territorio”. E’ quanto afferma in una nota il Consigliere delegato alla Cultura della Città Metropolitana Filippo Quartuccio. “Si tratta – prosegue Quartuccio – di giovani altamente qualificati e motivati, in grado di esprimere notevoli talenti musicali e di canto, grazie anche alla presenza del conservatorio Francesco Cilea e ad altre importanti e consolidate realtà musicali. Il riconoscimento dell’UNESCO va certamente condiviso con loro e serve, a noi amministratori pubblici, da stimolo affinché si possa prestare la giusta attenzione e programmazione per questa arte”.

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