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“LE DONNE DELL’ACQUA”: dalla storia dei loro luoghi di lavoro ai numeri in agricoltura, percorsi di empowerment al femminile

Redazione

L’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, nel duplice ruolo quale Coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha preso parte a Cosenza, alla conferenza stampa di lancio della prima giornata della campagna nazionale sulla valorizzazione della presenza femminile nel settore idrico.

Cosenza, 03/08/2021

«L’esigenza è quella di costruire alleanze tra istituzioni, società civile, pubblico e privato per sostenere e tutelare le donne, facendo conoscere la storia che hanno avuto nella storia e nella cultura dell’acqua. L’acqua, d’altra parte, è un tema centrale e le ricorrenti crisi idriche lo testimoniano, pertanto una attenzione speciale va riservata proprio al tema idrico, anche all’interno dei piani di recupero dalla pandemia del Covid-19. La campagna nazionale delle “donne dell’acqua” offre l’opportunità per svolgere azioni di sensibilizzazione sul ruolo delle donne all’interno delle dinamiche legate all’acqua in cui esse svolgono ed hanno svolto ruoli chiave, una occasione, quindi per valorizzarne ed accrescerne il contributo nella moderna gestione della risorsa idrica».

Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura e al Welfare, Gianluca Gallo, durante la conferenza stampa, avvenuta stamattina nella sede Arsac di Cosenza, dedicata al lancio della prima giornata della campagna nazionale “Le donne dell’acqua”, iniziativa che intende contribuire a valorizzare la presenza femminile nel settore idrico e in agricoltura.

All’evento, promosso da Arsac in sinergia con Donne Impresa Coldiretti Calabria, hanno partecipato anche il presidente regionale di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, che ha ricordato il valore e l’importanza delle donne nella gestione dell’acqua evidenziando che la campagna delle donne dell’acqua rappresenta un’occasione per valorizzare il lavoro svolto da molte imprenditrici agricole che con le loro innovazioni, la loro competenza in ambito produttivo, tecnologico, di organizzazione aziendale, contribuiscono ogni giorno alla crescita del settore agricolo, alla lotta ai cambiamenti climatici, è dunque necessario favorirne l’accesso nei processi decisionali delle politiche agricole e delle politiche idriche.

La coordinatrice regionale “Donne Impresa Coldiretti Calabria”, Angela Mungo, ha dato una anticipazione sulla “qualità” dei numeri delle donne in agricoltura da un’indagine condotta da Coldiretti-Ixè del febbraio 2020 su un campione di titolari, socie, rappresentanti legali raccolti nonché alcuni dati elaborati dai tecnici delle federazioni regionali Coldiretti di Veneto, Puglia, Abruzzo, Calabria, Sardegna, Toscana, Lombardia e Liguria.

Il direttore generale Arsac, Bruno Maiolo, che nel richiamare le Donne della terra, una iniziativa che ben 27 anni fa è stata realizzata dall’ Arsac, ha confermato il sostegno e supporto alla campagna nazionale delle Donne dell’acqua, riconoscendo una capacità di far rete delle donne, al di là di quanto normalmente si riconosca loro, lieto che proprio dalla Calabria e dall’Arsac prende il via, evidenziando il ruolo importante che tali incontri itineranti possono assumere soprattutto per migliorare l’efficienza dell’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura.

Per il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume presenti il coordinatore nazionale del TNCdF, Massimo Bastiani ha precisato che è un’iniziativa che nasce pensando all’azione del Nobel Rita Levi Montalcini per valorizzare il ruolo delle donne africane nel fornire e gestire l’acqua di interi villaggi. Pensando alle donne che nel passato hanno caratterizzato e dato identità a interi tratti di fiume, donne che con il loro lavoro hanno tratto innumerevoli oggetti (utensili, cesti, abiti e scarpe) dando forma alle canne lacustri e al giunco. Donne che oggi ricoprono ruoli importanti e di responsabilità nell’agricoltura e nella gestione della risorsa, donne che il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume vuole far conoscere e valorizzare. Bastiani ha richiamato anche gli altri Gruppi di Lavoro del Tavolo sui “I parchi per i Contratti di Fiume” e “I CdF dei bambini e delle bambine”.

Benito Scazziota, referente per la Regione Calabria del Comitato di Pilotaggio del TNCdF ; Paola Rizzuto, coordinatrice nazionale del Gruppo di Lavoro dedicato alle “Donne dell’acqua” per la valorizzazione delle politiche di genere, che ha moderato l’incontro odierno descrivendo il ruolo delle Donne dell’acqua e gli obiettivi della campagna promossa dal TNCdF:

«Valorizzare alcuni luoghi simbolo di lavoro femminile legati all’acqua, alla terra, alla montagna, rappresentativi delle prime forme di partecipazione e aggregazione femminile, anche attraverso lo scambio di esperienze quali, ad esempio, gli antichi lavatoi, le anse dei fiumi dove si lavorava la canapa o la ginestra, le risaie, il lavori nei campi o nelle montagne”;

«Valorizzare il contributo delle donne per favorire il dibattito sull’empowerment femminile come strumento di crescita nel settore idrico e dell’agricoltura creando percorsi di consapevolezza per fare il punto sugli sviluppi delle politiche di genere nel settore dell’acqua, raccogliendo le sfide significative di Agenda 2030, come suggerito da Fao e Unesco sul tema “acqua e politiche di genere”, in uno alla gestione delle risorse idriche, alla lotta ai cambiamenti climatici, all’agro-ecologia, all’economia circolare e al turismo culturale sostenibile».

«Costruire un PROGETTO ITINERANTE per implementare percorsi di formazione ed informazione in favore delle donne del settore idrico e dell’agricoltura.

Alla prima giornata del prossimo 20 settembre 2021, seguiranno una serie di incontri che toccheranno diverse regioni italiane. Il progetto itinerante, è stato concepito per poter acquisire e trarre il massimo vantaggio dalle diverse storie ed esperienze narrate e favorire lo scambio di esperienze, incentivare una partecipazione continuativa e diffusa mirata a rinsaldare le identità territoriali e valoriali che opportunamente utilizzate potrebbero essere foriere di risultati interessanti per la costruzione di una rete di donne dell’acqua.

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