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La violenza ha le nostre “Chiavi” di casa

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C’è tanta rabbia ed incontrollata violenza nell’animo di tanti crotonesi. In città e nel territorio della provincia.
È forse colpa delle istituzioni che non ascoltano con attenzione le richieste di aiuto che arrivano dal nostro territorio? Colpa della pandemia che ha accentuato ulteriormente disagi interiori già presenti, oppure è colpa della cultura che nelle generazioni over 40/50 latita un po’?
Quando ho iniziato l’attività della mia associazione, 15 anni fa, qualcuno mi chiese in un intervista: “ma lei dice che questo fenomeno della violenza a Crotone esiste davvero?”. Esisteva già allora, e con il tempo le risposte sono poi arrivate da sole.
Ed in base ai dati recenti, aggiungo che oggi sono ancora più preoccupata di ieri, soprattutto per i ragazzi che in famiglia vivono situazioni di violenza domestica ed assistita.
Ma non solo. Abusi e reati che purtroppo, per contesti e dinamiche, sono difficilmente individuabili e riconosciuti, e di conseguenza meno perseguibili. E più tempo passa, maggiori sono i danni fisici e morali che i minori non protetti e vittime di violenze sono costretti a subire, ed eventualmente poi a superare.
Ecco perché sono estremamente convinta che le famiglie debbano necessariamente essere aiutate e supportate dalle istituzioni.
In casa, a scuola, ed anche per strada. I modi ed i mezzi per intervenire ci sono, così come le giuste professionalità. Basta solo sapersi organizzare e cominciare, senza perdersi ancora in inutili chiacchiere, e sterili virtuosismi  morali.
Opportuno promemoria. Marzo: una bimba ucraina rimane uccisa a 5 anni, coinvolta in una lite.11 dicembre: attivato un codice rosso di una giovane donna esausta per i maltrattamenti e la violenza assistita nei confronti della minore.
4 maggio 2020: un branco di giovani adolescenti aggredisce un commerciante in pieno giorno.
Atti di razzismo nei confronti del figlio dell’ex calciatore del Crotone Simy. 17 gennaio: aggressione del figlio del pugile Tobia nei confronti di un suo coetaneo, con un video sui social dove si invita all odio. 30 ottobre: arrestato un rumeno a Rocca di Neto per violenza su minori. 28 ottobre: aggredita un assistente sociale di Crotone mentre esercita un provvedimento. 4 novembre 2021: a Cosenza un nonno compie atti sessuali sulle due nipoti minori. 21 novembre: a 81 anni molesta la compagna. Divieto di avvicinamento.
13 dicembre: attivato un altro codice rosso per maltrattamento. 10 gennaio: suicidio. Atto grave di bullismo sui social inerenti alla accaduto.
8 febbraio: Castrolibero, presunti atti di molestie nei confronti delle studentesse. 8 marzo: femminicidio a Cutro. 17 marzo: atti di stolking ed estorsione nei confronti del padre da un giovane crotonese. 23 marzo: prete condannato per atti sessualità su minori. 24 marzo: lesioni personali e maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna ad Isola Capo Rizzuto.
Mentre in associazione negli ultimi 6 mesi, abbiamo gestito circa 30 casi. Tra questi, maltrattamenti, violenza fisica, verbale, psicologica ed economica. Stolking dagli over 50, casi di ragazzi che chiedevano aiuto per bullismo, omofobia, richieste di aiuto per l’uso di droghe. Poi altri reati cosiddetti nuovi, come il famigerato revering porn, diffuso anche tra i giovanissimi.