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Il Kroton Lab per rendere unica la visita di Crotone

Redazione

“Kroton Lab” è il progetto di innovazione della Naos, che si è aggiudicato il bando regionale Living Lab.

In questa fase, ultima del progetto che mira alla definizione di tutti i percorsi immaginati e realizzati per costruire le attività de progetto Kroton Lab, la NAOS Lab, società di consulenza e sviluppo software, specializzata nella progettazione e nella realizzazione di applicazioni per la valorizzazione dei Beni Culturali, e il Dipartimento Ingegneria Civile dell’Università di Salerno stanno presentando i prodotti del Kroton Lab per consentire a curiosi, appassionati e stakeholder di addentrarsi gradualmente nel progetto.

Per stimolare l’interesse di chi non conosce l’offerta culturale della città e si approccia per la prima volta ad essa, sono stati individuati i luoghi più adatti alla fruizione dell’offerta tecnologica, il Museo Archeologico Nazionale di Crotone, il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna e il centro storico della città con il Castello Carlo V e la cinta muraria, e in più sono state ipotizzate due modalità di fruizione, quali la visita On Site e la visita Off Site.

Le visite “off site”, quelle, cioè, realizzate da utenti non presenti a Crotone, costituiscono lo scenario in cui i contenuti informativi sono fruibili anche all’esterno dei luoghi di interesse.

Siamo di fronte al classico gioco delle parti, in cui bisogna far vedere quanto basta per incuriosire così tanto da trasformare l’utente dell’applicazione in un vero e proprio turista, perché l’obiettivo è quello di portare fisicamente il curioso a Crotone.

Oggi approfondiamo gli strumenti della “visita On Site”, quelli, cioè, creati per rendere “unica” l’esperienza del turista presente a Crotone.

L’obiettivo in questo contesto è progettare soluzioni che supportino e accompagnino i visitatori durante la visita; questo tipo di soluzione abiliterà la navigazione di livelli informativi costituiti da testi, video, filmati, modelli e informazioni contestualizzate a qualunque elemento significativo a supporto della visita.

Sono state ideate diverse tipologie di applicazioni che offriranno questo tipo di visita, l’applicazione mobile, applicazione per tavolo interattivo, applicazione per realtà virtuale.

Per offrire un servizio quanto più affine alle diverse categorie di utenti sono stati studiati i dati dei visitatori che ogni anno giungono a Crotone, e in particolare quelli che visitano i musei e il Parco archeologico.

I dati raccolti hanno condotto alla definizione di tre differenti profili: “bambino”, “adulto” ed “esperto”, in risposta alla necessità di costruire un’offerta su misura, in grado di stimolare l’interesse dei visitatori andando a toccare una sensibilità che varia a seconda dell’età, dagli studi pregressi e dal tipo d’interesse.

L’applicazione mobile ha lo scopo di offrire ai cittadini e ai visitatori un valido strumento di approfondimento e di conoscenza della storia millenaria della città, a partire dall’età della Magna Grecia fino all’età moderna, tramite la realizzazione di percorsi culturali che comprendono schede di approfondimento su reperti, aree archeologiche e monumenti della città.

L’applicazione per il tavolo interattivo offrirà ai visitatori, che si trovano al museo di Crotone o Capo Colonna, di avere tutte le informazioni e gli approfondimenti necessari ad effettuare la migliore visita. Quest’applicativo, ruota intorno al concetto della “tetraktys” (τετρακτύς – tetrade) pitagorica, paradigma del kósmos (κόσμος), numero ciclico e perfetto che racchiude il sapere dei pitagorici e i princìpi del tutto. Tale struttura, in passato, rappresentava per i pitagorici la successione aritmetica dei primi quattro numeri naturali, e da qui derivano i concetti fondamentali legati alla città di Crotone: Sacro, Sapere, Migliori, Kroton.

I visitatori quindi, avranno di fronte a sé una schermata in cui cliccando su ogni pulsante potranno accedere alle aree tematiche.

Ad ognuno di questi quattro concetti (Sacro, Sapere, Migliori, Kroton) il progetto si propone di dare di nuovo voce a reperti che apparentemente da soli non riescono a trasmettere nulla, ma grazie al supporto delle tecnologie possono ritrovare la loro giusta “collocazione” e raccontare del proprio passato.

L’applicazione per realtà virtuale consente, per quanto possibile, di ricostruire un ambiente sacrale della civiltà greca e di un ambiente per un gioco tridimensionale alla scoperta di antichi reperti e di enigmi da risolvere.

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