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Rafforzare l’equità territoriale: L’autonomia differenziata come leva per il rinnovamento del Sud

Redazione

Prospettive meridionali: strategie per superare disparità e promuovere sviluppo socio-economico equo attraverso l’autonomia differenziata. Intervento del senatore Rapani, nel corso di un convegno a Corigliano Rossano  

Nel contesto di un convegno organizzato dal movimento “Corigliano Rossano Pulita” a Corigliano Rossano, il Senatore Ernesto Rapani ha ripreso il tema attuale sull’autonomia differenziata. Il dibattito, al quale hanno preso parte numerosi parlamentari e amministratori pubblici, ha evidenziato preoccupazioni condivise riguardo al futuro dell’Italia.

Il Senatore ha richiamato l’attenzione sul fatto che la legge sull’autonomia deve essere affrontata in modo chiaro: «La questione dell’autonomia differenziata è stata accompagnata da un clima di terrorismo psicologico, strumentalizzazione e preconcetti. Ci troviamo di fronte a un’Italia in cui le regioni non sono in grado di fornire servizi in modo uniforme, generando disparità e disuguaglianze. L’identificazione dei Livelli Essenziali di Prestazione (LEP) è di fondamentale importanza per comprendere le disparità esistenti e determinare i finanziamenti necessari per garantire una redistribuzione equa delle risorse.

L’autonomia differenziata, nella sua attuale configurazione, rappresenta un’opportunità significativa per avviare un nuovo percorso per chi si trova più indietro. Il Disegno di Legge è un’occasione di rilievo per i territori svantaggiati per riacquistare competitività. Si tratta di un’operazione che richiede agli amministratori di dimostrare serietà e competenza. È importante sottolineare che grazie all’emendamento proposto da Fratelli d’Italia, che prevede il trasferimento delle funzioni solo dopo l’entrata in vigore dei decreti legislativi che finanziano i LEP, tutte le regioni sono garantite e nessuna sarà penalizzata.

Questo passaggio è significativo, in particolare per il Meridione, dove le disparità socio-economiche sono più evidenti e dove la tutela dei livelli di servizio è fondamentale per garantire una giusta equità territoriale».Nel testo si garantisce che i finanziamenti siano stabiliti in anticipo e siano uguali per tutti i territori a livello nazionale. La riforma è una fase embrionale, poiché si sta discutendo il Disegno di Legge (DDL). Il parlamentare ha incoraggiato il movimentismo civico a elaborare delle proposte affinché possano essere prese in considerazione durante il processo decisionale. Ha poi ripercorso l’antefatto storico del DDL, ricordando che l’autonomia differenziata è prevista dall’articolo 116 della Costituzione, modificato nel 2001 tramite un referendum voluto dal centro-sinistra e che nonostante siano passati 22 anni dalla modifica costituzionale, non si è ancora proceduto con la legge sull’autonomia differenziata.

Ha criticato la mancanza di azione nel periodo post-referendum, evidenziando che il processo legislativo è stato avviato solo su richiesta di alcune regioni settentrionali. Ha spiegato che durante la discussione del DDL, è stata istituita una cabina di regia composta da economisti e giuristi costituzionalisti nominati dal governo, i quali hanno espresso preoccupazioni riguardo al testo originale. Ha illustrato il processo di modifica del testo, mettendo in evidenza che sono stati presentati 88 emendamenti, di cui 44 provenienti dal centro-sinistra, dimostrando un’ampia collaborazione nella stesura del documento finale.

Ha ribadito l’importanza dell’unità e indivisibilità della Nazione, affermando che l’autonomia differenziata non dovrebbe comportare divisioni o disparità di trattamento tra le regioni. Ha chiarito poi il processo decisionale, evidenziando che l’iniziativa per l’autonomia deve partire dalle regioni e coinvolgere gli enti locali, con una successiva valutazione da parte del governo. Ha ribadito, infine, che nel DDL è stata introdotta la spesa standard anziché la spesa storica, garantendo un approccio più equo e trasparente nella distribuzione dei fondi.  

Ha criticato le disparità economiche e infrastrutturali tra il Nord e il Sud, evidenziando come le politiche finanziarie abbiano penalizzato il Mezzogiorno a vantaggio del Nord.  

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