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“Catui Aperti” ad Altomonte un laboratorio di sviluppo locale e coesione sociale.

Redazione

Borghi, prodottici tipici e sviluppo locale, di tutto questo si è parlato ad Altomonte nelle tre giornate 15, 16 e 17 dicembre nell’evento “Catui Aperti” che non è stato solo l’occasione per gustare i piatti della tradizione e riaprire i cosiddetti catui, ma soprattutto fare un viaggio a ritroso nel tempo, quando i nostri centri storici erano pieni di gente, di persone che li abitavano, rendendoli non solo belli ma pieni di vita, di sogni e di speranza.

Un tempo che vorremmo ritrovare perché la vita nelle vineddre, così come vengono chiamati in dialetto i vicoli che si dipanano tra una casa e l’altra e che si inerpicano verso la vetta del borgo dove solitamente sorge la chiesa più importante oppure il castello, era un susseguirsi di suoni, sapori e soprattutto di profumi che venivano dalle cucine delle nostre mamme e nonne, insieme con il profumo dei panni appena stesi che si confondeva, in inverno, con il sentore del fumo dei caminetti che, nelle giornate più umide e piovose, diventa ancora più intenso e aspro.  

Questo e tanto altro Altomonte ci ha offerto in questo weekend. Ritrovarci davanti ad un fuoco non solo per riscaldarci, ma per ascoltare le storie di un tempo che poi non è un tempo perduto, anzi come ci ha raccontato Enzo Barbieri, ideatore dell’iniziativa, «È ancora possibile recuperare questi luoghi e farli ritornare spazi di sviluppo sociale e coesione facendo leva sulla gastronomia locale in particolare  quella contadina, rurale e pastorale fatta di ingredienti semplici ma unici che riescono a trasformare luoghi come un vecchio magazzino in una cucina che per gusto e sapori non ha nulla da invidiare al ristorante più rinomato».

Una bella iniziativa “Catui Aperti” che Giampietro Coppola, Sindaco del Comune di Altomonte, ha voluto recuperare, l’ultima edizione si era tenuta circa 10 anni fa, perché come ci ha tenuto a sottolineare «Solo se riusciremo a ridare vita e dinamicità ai nostri borghi, le aree interne potranno sopravvivere e creare lavoro ed economia». 

Gianluca Gallo, Assessore Regionale all’Agricoltura delle Regione Calabria, presente alla tavola rotonda che si è tenuta il 15 dicembre presso il Salone Razetti ha messo in evidenza il notevole lavoro che il suo assessorato insieme con i Gal ha finora fatto per valorizzare le produzioni locali e tradizionali che rappresentano una peculiarità imprescindibile di sviluppo locale soprattutto per le piccole comunità e le aree interne.

La Presidente del Gal Valle Crati, Rosaria Capparelli, ha ribadito l’impegno della sua struttura a sostenere e incentivare le attività di animazione e valorizzazione dei centri storici.

L’evento “Catui Aperti” è stato in sintesi anche un laboratorio di coesione sociale, infatti ha visto tutta la comunità altomontese ritrovarsi nei luoghi della memoria per  partecipare tutti assieme alla riuscita dell’evento, perché come dice Antonio Blandi Project manager di Officine delle idee nonché Direttore Artistico del Festival Euromediterraneo di Altomonte «La rinascita dei borghi e dei centri storici è subordinata alla partecipazione collettiva di tutta la comunità che deve essere protagonista dei processi di cambiamento».

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