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“L’emergenza abitativa è una crisi umanitaria che richiede una risposta urgente e solidale”: l’intervento in aula della consigliera regionale Amalia Bruni (Pd) sull’approvazione del rendiconto di esercizio dell’ATERP

Redazione

“L’emergenza abitativa è una crisi umanitaria che richiede una risposta urgente e solidale da parte di tutti noi. Dobbiamo unire le nostre forze e lavorare insieme per costruire un futuro in cui ogni individuo abbia un tetto sopra la testa e la speranza nel cuore”. È uno degli aspetti evidenziati dalla consigliera regionale del Partito democratico, Amalia Bruni, nel corso dell’intervento in aula nel dibattito sull’approvazione del rendiconto di esercizio dell’ATERP.

In particolare, Bruni ha espresso apprezzamento per il protocollo interistituzionale firmato l’otto marzo tra la Regione Calabria e l’ATERP, focalizzato sulla prevenzione e il contrasto alla violenza di genere e sull’autonomia abitativa delle donne.

“La Calabria si pone in prima linea – ha affermato Bruni -. Ci piacerebbe anche che venissero attivate le procedure per individuare un direttore generale e che venisse abbandonata la stagione dei commissariamenti”.

La consigliera Bruni ha messo in rilievo le criticità presenti nel rendiconto di esercizio dell’ATERP, nonostante il parere favorevole del revisore dei conti sulla correttezza delle risultanze contabili.

Tra le criticità indicate, “la costante difficoltà nella riscossione dei canoni di locazione degli immobili, molto probabilmente anche a causa della crisi economica dovuta alla pandemia Covid 19, posto che la percentuale di potenziale inesigibilità degli stessi si attesta al ragguardevole valore del 96,81%. Rilevante è, poi, il profilo degli effetti dannosi correlati alla occupazione abusiva o alla detenzione sine titulo degli alloggi che impedisce la legittima riassegnazione e penalizza i titolari della aspettativa ad essere nuovi assegnatari”.

“Ci troviamo di fronte a una sfida urgente e imperativa che è quella dell’emergenza abitativa, acuita dalla crisi economica, che affligge le fasce più deboli della nostra comunità”, afferma ancora Bruni citando alcuni dati: 836.00 alloggi di edilizia popolare per un totale di 2.500.000 famiglie ma 650.000 famiglie che hanno fatto domanda e 90.000 case vuote non assegnate.

“È un dovere morale e politico garantire a ogni individuo il diritto fondamentale all’abitazione dignitosa e sicura. E per farlo, dobbiamo agire con determinazione e compassione – ha detto ancora ricordando il Nuovo piano nazionale per il diritto alla casa redatto dal Pd -. Il punto di partenza è quello di investire nuovamente sulla edilizia residenziale pubblica e sociale passando dalla scelta della rigenerazione urbana e di un ambiente sostenibile. Dobbiamo assicurarci che le nuove abitazioni siano accessibili, inclusive e rispettose dell’ambiente. La creazione di nuove abitazioni non è solo una necessità, ma anche un investimento nel futuro della nostra comunità: dobbiamo rompere questo ciclo e offrire alle persone l’opportunità di vivere in condizioni dignitose e sicure, in cui potere prosperare e contribuire positivamente alla nostra società”.

“La costruzione di nuove abitazioni – sostiene ancora – deve essere progettata in modo da affrontare le diverse esigenze delle fasce più deboli della nostra comunità: anziani, famiglie monoparentali, persone con disabilità, giovani coppie, gli studenti, le persone senza fissa dimora e tutti coloro che vivono in situazioni di precarietà economica. In molte parti del mondo sono attuati i cohousing a partire dalle abitazioni di residenza pubblica. È nostro dovere assicurare che il sistema di locazione residenziale pubblica funzioni in modo efficace, equo e trasparente, garantendo nel contempo il diritto fondamentale all’abitazione per tutti i cittadini – conclude la consigliera Bruni -. Siamo disponibili ad un discorso serio quindi, non solo numeri e approvazioni di bilanci ma presenza attiva su un tema che riguarda moltissimo la nostra regione”.

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