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Il ruolo e il contributo delle donne nel Rotary e l’esempio di Franca Previti De Pace al centro del partecipato convegno organizzato dal Rotary Club Catanzaro

Redazione

Non solo una occasione per riflettere sull’importanza dell’ingresso delle donne nel Rotary a 35 anni di distanza, ma anche per celebrare una prestigiosa componente del Club, pioniera della partecipazione femminile, prima rotariana nel nostro territorio, e tra le prime nel Mezzogiorno, Franca Previti De Pace che definisce il Rotary con due semplici parole: amicizia vera.

L’opportunità è stata offerta dal convegno organizzato dal Rotary Club Catanzaro sul tema “1989, inizio di un’era: l’ingresso delle donne del Rotary” che si è tenuto ieri sera, nella Sala Conferenze dell’Hotel Guglielmo, a Catanzaro.

Dopo i saluti del Presidente Rotary Club di Catanzaro, Carlo Maletta, ha relazionato la Past President Rotary Club di Catanzaro, Francesca Previti De Pace, prima donna ad essere ammessa nel club nel 1990. A moderare i lavori del convegno, il Past President Rotary Club di Catanzaro, segretario distrettuale 2023/2024, Giovanni Petracca. In apertura, il presidente Carlo Maletta ha consegnato la spilla dell’organizzazione alla socia onoraria Elena Sodano, presidente della Ra.Gi. onlus, nonchè ideatrice e promotrice del progetto della ‘Casa Paese’ di Cicala, la prima ed unica struttura residenziale del sud Italia, che accoglie persone con demenze e malattie neurodegenerative.

“Il 1989 ha segnato una svolta epocale per il Rotary International: è l’anno dell’ammissione delle donne nei club di tutto il mondo – ha esordito Maletta -. Per quasi 84 anni, infatti, il Rotary era un’organizzazione riservata agli uomini lo statuto del Rotary International definiva esplicitamente che solo i “maschi adulti” potevano essere soci. La svolta arriva nel 1987 quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha emanato una sentenza che dichiara illegale l’esclusione delle donne dal Rotary Club di Duarte, California. Ma solo due anni dopo, nel 1989, il Consiglio di Legislazione del Rotary International, riunitosi a Parigi, ha votato a favore dell’ammissione delle donne: risale al 4 maggio 1989 la modifica allo statuto entra in vigore, aprendo le porte del Rotary alle donne di tutto il mondo”.

“Negli ultimi trent’anni – ha detto ancora il presidente Maletta -, il Rotary International ha avuto un significativo aumento della partecipazione femminile che hanno raggiunto circa le 280mila unità pari ad oltre il 23 per cento dell’organico complessivo. Una crescita che conferma l’importanza di promuovere l’inclusione e l’equità all’interno dell’organizzazione, riconoscendo il valore aggiunto derivante dalla diversità e dal contributo delle donne che hanno svolto ruoli importanti all’interno del Rotary, offrendo le proprie competenze, esperienze e leadership in vari settori”.

Franca Previti De Pace è prima donna ad essere ammessa nel Club catanzarese nel 1990: ha raccontato la sua esperienza all’interno dell’organizzazione partendo dalla sua ammissione sino al periodo della sua presidenza.

“Sono qui oggi, con la voglia di condividere il percorso che mi ha portato ad essere parte di questa meravigliosa comunità rotariana. Quest’anno è stato davvero speciale per me, poiché ho avuto l’onore e il privilegio di ricoprire una carica di rilievo all’interno del Rotary Club. Questo incarico ha comportato molta responsabilità, ma è stato anche un periodo di grande crescita personale e di arricchimento – ha affermato Previti De Pace -. Durante il mio mandato, ho cercato di mettere il massimo impegno nel portare avanti i valori e gli ideali del Rotary. In particolare, ho dedicato molta attenzione al coinvolgimento dei giovani, convinta che il loro entusiasmo e la loro energia siano risorse preziose per la nostra organizzazione”.

“Abbiamo affrontato sfide importanti, come il sostegno all’Università Magna Grecia in un momento cruciale per la sua evoluzione, e altre iniziative volte a promuovere il benessere della nostra comunità e il rispetto per i diritti umani – ricorda ancora -. Oggi guardo indietro con gratitudine a questi anni trascorsi nel Rotary. Mi ha insegnato tanto, mi ha regalato amicizie preziose e mi ha permesso di contribuire, anche se in piccola parte, a rendere il mondo un posto migliore. Certo, non posso non menzionare il difficile periodo che abbiamo vissuto a causa della pandemia di COVID-19. Questo evento ha cambiato le nostre vite in modi imprevedibili e ha reso ancora più evidente l’importanza della solidarietà e della collaborazione”.

“Nonostante le sfide e le incertezze, rimango fermamente convinta che il Rotary abbia ancora molto da offrire. Continuerò a essere al fianco della nostra organizzazione, pronta a mettermi al servizio della nostra comunità e ad aiutare coloro che ne hanno bisogno”, ha concluso Franca Previti De Pace

A chiudere i lavori, dopo una serie di interventi – tra i quali il Past governor del Marcello Fasano, la presidente della Fidapa Rossella Barillari, la responsabile della Comunicazione Rotary Sara Incamicia e il Past president, Umberto Platì – l’assistente del Governatore, Francesca Catuogno. “L’integrazione delle donne nel Rotary è stato un passo importante e significativo per l’evoluzione dell’organizzazione – ha affermato -. Da quando le donne sono entrate a far parte del Rotary nel 1989, molte cose sono cambiate e questo ingresso è stato fondamentale per la crescita e la modernizzazione di un’organizzazione fondata nel lontano 1905. Essere attuali significa riflettere la società in cui viviamo, e oggi le donne rappresentano sempre più una parte significativa di questa società, occupando posizioni di alto livello e contribuendo in modi importanti a molte aree professionali. Il motto del Rotary, “service above self” (servire al di sopra di sé), riflette l’impegno dell’organizzazione nel servire la comunità e il mondo intero. L’inclusione di donne di alto livello all’interno del Rotary può solo arricchire ulteriormente il lavoro svolto dall’organizzazione nel tempo, consentendo una maggiore diversità di prospettive e competenze al servizio della missione rotariana”, conclude Catuogno.

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