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1943-2023- 80° Anniversario Eccidio Nazista di Rizziconi . L’ANPI si ritrova per preservare la memoria collettiva

Redazione

 Giovedì 21 dicembre alle ore 17 presso la Saletta Municipale del Comune di Rizziconi l’ANPI provinciale di Reggio Calabria, con il patrocinio del Comune di Rizziconi, ha organizzato l’incontro “1943-2023. 80° Anniversario Eccidio Nazista di Rizziconi”.

Un momento di confronto per non dimenticare l“eccidio di Rizziconi”. Nell’agosto 1943, dopo l’occupazione della Sicilia da parte degli Alleati, le truppe tedesche presenti in Calabria si stavano ritirando. Le truppe della Wermacht si erano concentrate nella Piana di Gioia Tauro, la maggior parte a Rizziconi e nei comuni limitrofi di Cittanova e Taurianova, per tentare un’improbabile difesa del continente. Poi arrivò l’ordine di ritirarsi verso nord. Il 6 settembre del 1943 i tedeschi indirizzarono il fuoco dei carri armati su Rizziconi: 17 i morti e oltre 60 i feriti fu il bilancio della strage. Questi accadimenti sono pressoché sconosciuti sia fuori che dentro i nostri confini regionali: ci sono voluti ben 73 anni perché la strage di Rizziconi venisse annoverata ufficialmente fra i crimini di guerra dei registri ufficiali. La memoria collettiva locale deve continuare a preservare il ricordo dell’unica strage nazista registrata in Calabria.

Il 21 dicembre l’ANPI si ritrova a Rizziconi per andare a paro con la storia – commenta Vincenzo Calò, Segreteria Nazionale ANPI-, per celebrare l’ottantesimo anniversario di quell’eccidio perpetrato dai tedeschi in ritirata in data 6 settembre ’43, nel quale persero la vita 17 persone, più di 50 furono i feriti. Non è il primo, alcune stragi sono addirittura antecedenti allo sbarco delle truppe anglo americane in Sicilia, ma di sicuro è l’unico in Calabria (sino a che la storia non emette nuovi verdetti). Con esso evochiamo il sacrificio di coloro i quali scelsero di non ritrarsi difronte alla barbarie in nome della libertà e della dignità umana. Concetti sconosciuti ali nazisti e ai fascisti. Ricordare è il monito che rivolgiamo alle nuove generazioni, in nome di quella grande battaglia di unità che mise insieme il sud e il nord del Paese, perché nessuno si sentisse solo, perché nessuno rimanesse in dietro e perché venisse consegnato alla verità storica il contributo fattivo dei meridionali e di tutto il sud del paese alla causa della liberazione d’Italia dal nazi-fascismo.

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