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Crotone: L’Amministrazione comunale coinvolga la multinazionale oppure l’Università della Calabria per la stipula di un protocollo di intesa per uno studio di fattibilità finalizzato a realizzare sistemi per la gestione di Comunità Energetiche e di autoconsumo collettivo per edifici pubblici e privati nel comune di Crotone.

Redazione

In data 10 settembre 2021, nell’ambito di un’iniziativa denominata SEM Energy Community, il comune di San Donato Milanese, il comune di Paullo ed Eni hanno sottoscritto un protocollo di intesa per uno studio di fattibilità con l’obiettivo di realizzare sistemi per la gestione di Comunità Energetiche e di autoconsumo collettivo per edifici pubblici e privati. Tale iniziativa rientra in un accordo siglato precedentemente tra Eni e la città metropolitana di Milano finalizzato allo sviluppo dell’economia circolare.
Le Comunità Energetiche, disciplinate dall’art. 42 bis del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162 e dall’art. 119 del decreto legge n. 34 del 2020, sono costituite da associazioni tra cittadini, imprese, attività commerciali, autorità locali che, nel contribuire a ridurre i costi per la transizione energetica, partecipano alla produzione di energia consumando localmente l’energia prodotta e incentivando il consumo energetico nelle ore in cui l’energia è prodotta da fonti rinnovabili.
Con detta normativa, associazioni di cittadini facenti parte, ad esempio, di un singolo condominio o di un quartiere, attività, aziende con uffici nello stesso edificio potranno dotarsi di un impianto condiviso (fotovoltaico) con una potenza complessiva inferiore a 200 KW per l’autoproduzione di energia destinata al consumo immediato o per utilizzarla al momento del bisogno attraverso i sistemi di accumulo.
Chi partecipa ad una Comunità Energetica usufruisce di incentivi e restituzione di componenti della bolletta che derivano dal fatto di consumare localmente l’energia prodotta dalla comunità e, in linea con gli indirizzi della Comunità Europea in materia di transizione ecologica, si perseguono obiettivi ambientali (riduzione di CO2), economici (abbattimento dei costi e riconoscimento incentivi) e sociali (coesione territoriale e risparmio economico locale).
Orbene, lo sviluppo delle Comunità Energetiche non può prescindere dall’intervento attivo e determinante da parte dei Comuni in quanto enti istituzionalmente preposti all’esercizio delle funzioni amministrative riguardanti la popolazione ed il territorio comunale.
In particolare, il Comune può adottare modalità di intervento diretto assumendo il ruolo di parte fondante di una comunità energetica e, quindi, dopo una fase iniziale volta al coinvolgimento di associazioni di categoria, imprese, attività commerciali e cittadini, passare alla realizzazione di uno studio di fattibilità e deliberare la costituzione di una comunità energetica oppure determinarsi per modalità di intervento indiretto. In tal caso, assumendo un ruolo super partes ma comunque primario di pianificazione del territorio, non interviene nelle dinamiche di sviluppo delle iniziative volte a costituire una CE in quanto lasciate alla sola iniziativa privata ma svolge i ruoli attribuitigli dalla legge in materia di autorizzazioni degli impianti e più in generale svolge un ruolo di garante della bontà del progetto in termini di compatibilità con il governo del territorio e di controllore degli effetti che le iniziative avrebbero a livello locale.
Ciò posto, è evidente che anche per il comune di Crotone si prospetta un’ottima occasione per aderire al processo di transizione ecologica attraverso una serie di azioni da porre in essere volte a supportare la costituzione di una o più comunità energetiche sul territorio comunale.
Ma per sfruttare tale occasione è richiesto un impegno da parte del Sindaco e della sua giunta affinché vengano avviate una serie di attività amministrative e di progettazione che incentivino la costituzione e il funzionamento delle CE.
Sicché, considerata la presenza e gli interessi da parte di Eni sul nostro territorio, si ritiene opportuno, sulla falsariga di quanto dalla stessa concordato con i comuni di San Donato Milanese e Paullo nel settembre 2021, che l’Amministrazione comunale coinvolga la multinazionale oppure l’Università della Calabria per la stipula di un protocollo di intesa per uno studio di fattibilità finalizzato a realizzare sistemi per la gestione di Comunità Energetiche e di autoconsumo collettivo per edifici pubblici e privati nel comune di Crotone.
Successivamente, con deliberazione di giunta, l’Amministrazione comunale dovrebbe aderire al processo di transizione energetica ponendo in essere una serie di azioni, tra cui, in primis, l’individuazione di un responsabile comunale e un ufficio dedicato che forniscano il supporto tecnico-normativo necessario a cittadini e imprese che manifestino interesse e adesione al progetto di costituzione delle comunità energetiche.
Ed infine, avviare una massiccia campagna di sensibilizzazione fissando una serie di incontri con i Comitati di Quartiere e le Associazioni di categoria (commercianti e imprese) ai fini della promozione di una cultura della sostenibilità e di un maggiore coinvolgimento da parte dei cittadini che devono acquisire fiducia in merito alle potenzialità delle comunità energetiche e sentirsi garantiti dal Comune nell’esercizio delle proprie funzioni di tutela e governo del territorio.
Tale impegno, se realizzato dall’Amministrazione comunale, rappresenterebbe il primo concreto passo volto ad abbandonare la penosa retorica qualunquista-ambientalista (vedi ultima delibera Consiglio comunale) che sfocia puntualmente in invettive e offese nei confronti di chi (fortunatamente) la pensa diversamente (vedi ultima seduta Consiglio comunale) cui ci ha oramai abituato il primo cittadino quando affronta temi legati all’ambiente e ad un’idea di sviluppo della città.
Riteniamo, pertanto, che sia giunto il momento di dare corpo e sostanza ad una politica della transizione ecologica, allo stato inadeguata, tale non potendosi ritenere gli interventi di rigenerazione urbana destinati esclusivamente ad un “restyling” di alcuni quartieri della città ai fini della coesione sociale o i 450.000 euro finanziati per interventi a difesa del territorio, da parte dell’Amministrazione comunale e, in particolare, del suo Sindaco, che, della tutela dell’ambiente, ne ha fatto il proprio cavallo di battaglia ma di cui ricordiamo solo le battaglie perse contro la bonifica del SIN di Crotone, per avere impugnato il relativo decreto ministeriale di approvazione del progetto risultato legittimo, per come statuito dal TAR Calabria con sentenza del 05.06.2021, n. 1132 non impugnata e, quindi, passata in giudicato.
Antonio Manica
Alessia Le Rose
Fabio Manica
Mario Megna
Enrico Pedace
Carmen Giancotti
Fabiola Marrelli
Giuseppe Fiorino

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