Home » Crotone consiglieri Fabrizio Meo e Carmen Giancotti: Non è possibile comprendere il disastro amministrativo cui siamo incappati con l’Amministrazione Voce, senza prendere atto della catastrofe dei rapporti umani che ne è stata concausa.

Crotone consiglieri Fabrizio Meo e Carmen Giancotti: Non è possibile comprendere il disastro amministrativo cui siamo incappati con l’Amministrazione Voce, senza prendere atto della catastrofe dei rapporti umani che ne è stata concausa.

Redazione

Non è possibile comprendere il disastro amministrativo cui siamo incappati con l’Amministrazione Voce, senza prendere atto della catastrofe dei rapporti umani che ne è stata concausa.
All’ esigenza di esternare una tanto dolorosa consapevolezza già maturata ormai mesi or sono ci spinge la constatazione che è l’intera nostra Provincia a rischiare di precipitare in una catastrofe umanitaria.
All’indomani di una vittoriosa campagna elettorale per le comunali nella quale ci siamo battuti per la realizzazione di un programma elettorale tradito e contraddetto dall’Amministrazione in carica, giorno per giorno, parola per parola, abbiamo infatti dovuto assistere, nel giro di pochi mesi, almeno a tre radicali cambi di rotta del Sindaco Voce.
In almeno tre occasioni siamo stati infatti, scomodi testimoni, di annunzi fra loro inconciliabili.
Ad inizio consiliatura in effetti Voce ci annunziava in pompa magna che giammai si sarebbe candidato a Presidente della Provincia (“tutte ste fasce”, ripeteva sornione da uomo del popolo alieno alle cariche ed ai riconoscimenti e soprattutto consapevole dei propri enormi limiti), in questa prima fase, in un’occasione vagheggiò persino dell’opportunità che la coalizione che lo aveva fatto eleggere a Sindaco del Capoluogo comunque esprimesse un “Vicepresidente” della Provincia di riconosciuta esperienza da individuare tra i consiglieri di maggioranza fra i quali all’epoca si contava anche l’avvocato Meo che si guardò bene dall’abboccare all’amo.
Forse deluso dalla mancanza di riscontri e turbato da un Consiglio comunale che all’epoca, consapevole delle proprie prerogative, con voto quasi unanime lo aveva mandato sette volte “sotto” in un paio di mesi con voti quasi unanimi, su questioni anche cruciali, l’incontro successivo ci comunicava il seguente programma:
“io non mi candido e voi arrangiatevi per conto vostro”, più o meno letteralmente in questi termini.
E’ poi arrivata la fase invece della candidatura a tutti i costi e confessiamo che rispetto a tale ulteriore fase ci è persino difficile ricostruirne in dettaglio l’evoluzione, talmente tanti sono stati i cambi di umore, di opinioni, di alleanze e soprattutto di versioni finalizzate a giustificare l’innaturale alleanza tra ciò che era un movimento civico ed il partito grazie al cui inaccettabile malgoverno, il medesimo movimento civico ha prosperato, proponendosi come alternativa.
Una simile involuzione che non ha niente di Darwiniano e che tanto ci pare innaturale, non si è palesata in anni ed anni di macerazione ma in qualche mese soltanto e per la verità, tentennamenti a parte che sono tipici del personaggio, oggi, possiamo ipotizzare che un simile disastroso approdo era quanto sin dall’inizio, Voce o chi per lui avevano già deciso, come finalizzazione conclusiva di un sogno che ci auguriamo e faremo di tutto affinché non si tramuti in un incubo per un’incolpevole Provincia costituita da amministrazioni comunali che in questi mesi hanno invece dimostrato in molti casi di essere in grado di proporre un modello amministrativo credibile, a differenza di altri.
Fabrizio Meo Carmen Giancotti

Articoli correlati