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Crotone, Assessore Pollinzi: Per le politiche sociali stiamo promuovendo un percorso innovativo

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Ho letto con la dovuta attenzione la nota firmata da alcune associazioni del Terzo Settore rappresentate dal CsV Calabria Centro.

Il processo partecipato che abbiamo fortemente voluto mettere in atto con deliberazione della Conferenza dei Sindaci su proposta e stimolo dell’allora commissario ad acta della Regione Calabria, dr. Renato Gasperi, ha indubbiamente i caratteri dell’innovazione e della sperimentazione. Sperimentazione e innovazione fondate su un preciso metodo scientifico, elaborato dalle professionalità dell’Unical, che risponde puntualmente al dettato etico e normativo della Legge 328 e all’idea di servizi sociali a cui tendiamo in netta discontinuità con le scelte del passato che, come denunciano gli stessi firmatari, evidentemente non hanno funzionato o hanno limitatamente funzionato fino a un evidente superamento metodologico.

E’ assolutamente comprensibile, dunque, che come ogni innovazione di sistema, anche questa abbia generato dubbi e preoccupazioni in chi opera nella progettazione sociale. Anzi, consci di questa possibilità, per garantire massima libertà nelle discussioni e nei confronti tematici oltre che ampia disponibilità alla partecipazione e alla condivisione dei saperi e delle strategie sociali di intervento, la parte politica è volutamente rimasta distante, ma mai assente. Intanto perché, comunque, il lavoro delle organizzazioni accreditate ai tavoli tematici è un lavoro trasparente e individuato nel metodo proprio dalla politica a cui si contesta l’assenza e poi perché, ad ogni modo, è contestualmente attivo un confronto costante con le professionalità che partecipano alle discussioni per conto della parte pubblica. Senza dimenticare che la proposta che verrà fuori dai tavoli tematici dovrà essere vagliata ed eventualmente emendata, condivisa e approvata dalla Conferenza dei Sindaci come prevede la normativa di riferimento.

Il percorso che le istituzioni e il Terzo Settore, ivi comprese le organizzazioni sindacali, l’Asp e i suoi diversi referenti per aree tematiche, è assolutamente innovativo anche sotto l’aspetto dell’esercizio del ruolo che gli enti locali associati nell’Ato debbono giocare nell’analisi dei bisogni e nella predisposizione delle risposte a quei bisogni. Non un ruolo verticistico ma di partecipazione, inclusione e dialogicità, riconoscendo al Terzo Settore, nella sua complessa e complessiva stratificazione, quel ruolo che fino a oggi gli è stato precluso, un po’ per arroccamento a un sistema sociale arcaico e un po’ per il chiaro prevaricare di interessi diversi da quelli che invece dovrebbero sovrintendere il servizio sociale integrato.

Sono i tavoli tematici, invece, l’unico luogo deputato ad analizzare i bisogni di un territorio così diverso e complesso come quello dell’Ambito di Crotone, l’unico luogo in cui i diversi soggetti partecipanti possono e debbono condividere esperienze e conoscenze ponendosi ciascuno sullo stesso piano che non è altro che il livello della solidarietà e della partecipazione condivisa, probabilmente unica via d’uscita da un gap accumulato in un ventennio di ritardo nell’applicazione della Legge 328. Una via d’uscita che risponde esattamente a quell’istanza di partecipazione palesata da tempo dagli stessi firmatari della nota divulgata nei giorni precedenti e che sta riscuotendo anche prezioso riconoscimento dalle tantissime organizzazioni sociali, dalle parrocchie nonché dai referenti dell’Asp, interlocutore imprescindibile dei servizi sociali.

Quanto alle preoccupazioni relative alla denunziata assenza dei dati accogliamo le stesse come stimoli ulteriori, tuttavia rassicurando, come già risulta sia stato fatto durante i lavori, sulla ricostruzione quantitativa che l’Ufficio di Piano sta facendo in sinergia con il partner scientifico, nell’attesa che il processo partecipato avviato con il Terzo Settore restituisca il dato qualitativo dei bisogni che in questa visione innovativa finisce con l’essere il dato più importante perché più utile alla costruzione di una risposta sociale efficiente ed efficace.

Infine, relativamente ai dubbi sorti sulla tempistica di approvazione del Piano di Zona è utile ricordare come si tratti di un processo sì voluto e deliberato dalla Conferenza dei Sindaci ma che ha avuto l’impulso della Regione Calabria nella persona del commissario Gasperi  e con lo stesso ente regionale si è da tempo avviato un dialogo di condivisione del percorso fin qui intrapreso e dei successivi stadi che ci permetteranno di giungere all’approvazione di un Piano di Zona davvero pesato sulle esigenze dei cittadini e sulle risposte utili a soddisfarle.

Un risultato che possiamo raggiungere tutti insieme e che, se supportato e non ostacolato, segnerà una svolta storica per l’Ambito di Crotone consentendo anche alla Regione Calabria di riconoscere bisogni di questo territorio finora rimasti non adeguatamente supportati e certamente consentendo alle tante sensibilità sociali insistenti nei nostri Comuni di poter fare il salto di qualità che meritano.

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