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Crotone, sulle tracce del passato invisibile: l’archeologia che vive tra noi

Redazione

L’archeologia non è solo una finestra sul passato, ma una chiave per comprendere il presente e custodire il nostro futuro.

Le attività di Terza Missione del progetto “UrbArTS” (Urban Archeological Townscapes), finanziato dal PNRR Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, ha visto il coinvolgimento della classe 3/4 del serale dell’ITE Lucifero e ITTL Ciliberto in un percorso formativo e di esplorazione urbana che ha illuminato la storia nascosta sotto i nostri piedi. Grazie alla lungimiranza del dirigente scolastico, Girolamo Arcuri, questo progetto ha potuto prendere vita, rivolgendosi in particolare agli studenti adulti, capaci di apprezzarne appieno l’importanza. Coordinato dalla dottoressa Maria Rosaria Luberto dell’Università di Siena, si è svolto in due incontri presso il centro urbano di Crotone.

L’obiettivo era rendere percepibile la dimensione storica e archeologica della città antica attraverso incontri di formazione sulla colonizzazione greca e su Crotone durante il periodo compreso tra il IX e la fine del VI secolo a.C. Questo periodo è cruciale per comprendere le dinamiche sociali e culturali che hanno plasmato la città, prima, durante e dopo l’arrivo dei primi coloni greci.

Gli studenti hanno avuto l’opportunità di esplorare i luoghi, mappare le aree archeologiche urbane e comprendere l’importanza dell’archeologia invisibile. Tra i siti esplorati, il cantiere della Banca Popolare Cooperativa e i materiali conservati nel museo locale hanno offerto l’unica visione tangibile di un patrimonio archeologico quasi del tutto invisibile.

L’attività ha puntato a sviluppare una conoscenza consapevole e partecipata della storia locale, stimolando un processo di coinvolgimento attivo. La distribuzione di carte geografiche e topografiche di Crotone ha facilitato l’individuazione e la ricollocazione delle aree archeologiche urbane, permettendo ai partecipanti di scoprire l’archeologia invisibile e comprendere l’importanza di custodire questo patrimonio nascosto.

È fondamentale che la popolazione comprenda che, anche se non visibile, camminiamo quotidianamente su un patrimonio storico inestimabile. La storia rende grandi i popoli e custodire gelosamente questo patrimonio significa preservare la nostra identità e il nostro futuro. Un sentito ringraziamento va alla dottoressa Maria Rosaria Luberto, la cui cultura profonda e straordinaria capacità empatica hanno saputo coinvolgere e ispirare i discenti, rendendo questo viaggio nel tempo un’esperienza indimenticabile e preziosa per tutti i partecipanti.

Vorrei elogiare tutti gli alunni che hanno partecipato attivamente a questi incontri. Le loro numerose domande hanno dimostrato un grande coinvolgimento e una curiosità vivace, segno di un autentico interesse per la nostra storia e per l’archeologia urbana.

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