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Aspromonte in fiamme, chi poteva cambiare le cose e non lo ha fatto?

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Perdonate la nostra rabbia, perché non saremo delicati. Habitat distrutti, aziende ridotte in cenere, morti. Una fetta importante di biodiversità a rischio serissimo, una montagna dal pregio internazionale e preziosissima per noi e per tutti non è stata tutelata. Nuvole di fumo avvolgono l’aria ed i roghi rosicchiano i margini della montagna puntando anche verso le zone più interne. Rischiano di bruciare borghi, paesi e gli alberi più antichi del pianeta, mentre il tempo e le lezioni del passato sembrano passate invano. Difatti è ormai passato un anno da quando lanciavamo l’allarme, nella stagione degli incendi 2020, di cui nessuno sembrava occuparsi seriamente fino al nostro intervento. Un anno è passato e l’Aspromonte brucia di nuovo. Tante voci si alzarono all’epoca e tanta attenzione si sviluppò, ma erano solo passerelle, squallide e false. Ci avevamo provato anche a giugno, insieme a tutte le guide ambientali calabresi, ad aprire il dibattito: “Chiediamo a tutti gli organi preposti qual è la loro strategia, cosa stanno mettendo in campo per questa stagione già iniziata e per le prossime? Vogliamo sapere come state proteggendo l’Aspromonte, la Sila, il Pollino e le Serre.” Era il 24 giugno di quest’anno…

Questo dicevamo, ingenui nel pensare che forse qualcuno avrebbe potuto rispondere. Oggi qualcuno, quel qualcuno, ha sbagliato tutto. No, non ci interessano le esegesi sulla pazzia del piromane o sugli interessi veri o presunti. Siete vergognosi ed incapaci. Poi il fuoco ha continuato a divampare ed i roghi ore ad aspettare un qualche genere di intervento. Le squadre antincendio, i vigili, i mezzi aerei fanno quello che possono e sono stremati. Noi gli siamo vicini, per quel che possiamo e li ringraziamo con tutti noi stessi per rischiare la vita, anche loro vittime di menefreghismo ed assenza di prevenzione.

Quello che ci chiediamo è, ancora una volta, cosa state facendo e cosa avete fatto? La salvaguardia della biodiversità è un tema centrale, collettivo ed attualissimo in una società in preda ad una pandemia provocata dalla eccessiva pressione umana sugli ambienti naturali. Siamo stanchi della logica dell’emergenza nella quale ci avete relegato, pretendiamo prevenzione e programmazione. Abbiamo tutti gli strumenti e le competenze e ci chiediamo dove sono i droni, le termocamere, i satelliti e tutti gli strumenti idonei ad intervenire sul fuoco immediatamente ed a reprimere, oltre che scoraggiare, il fenomeno? Tutti i responsabili dovrebbero dimettersi con un ultimo gesto di dignità, di fronte a questo enorme fallimento. Perché non esiste nulla di più urgente della salvaguardia della biodiversità, cosa che nessuno è stato in grado di fare. 

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