Terza giornata del la 39° edizione del corso in “Tecniche per l difesa del suolo e dall’inquinamento

La protezione idraulica del territorio e l’idraulica applicata sono stati al centro dei lavori della terza giornata del la 39° edizione del corso in “Tecniche per l difesa del...

La protezione idraulica del territorio e l’idraulica applicata sono stati al centro dei lavori della terza giornata del la 39° edizione del corso in “Tecniche per l difesa del suolo e dall’inquinamento”, organizzato presso la sala congressi delle Terme Luigine dal Centro dal Centro Studi Acquedotti e Fognature, dalla sezione calabrese dell’Associazione Idrotecnica Italiana, nonché dai dipartimenti di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e Ingegneria Chimica ed Ingegneria Civile dell’Università della Calabria.

Complessivamente due sezioni di lavoro con dieci comunicazioni scientifiche curate da ventidue docenti universitari e ricercatori provenienti dalle Università di Messina, Università della Calabria, Pavia, Parma, “Sapienza” di Roma, Firenze, Università della Basilicata, Politecnico di Torino. 

Nella prima parte della mattinata sono state presentate, a cura del professori G.T. Aronica e del prof. Francesco Macchione, due rispettive relazioni avendo come argomento la mappatura degli allagamenti urbani dovuti alle piogge ed una rappresentazione tridimensionale di alluvioni attraverso scenari virtuali.

“Le inondazioni rappresentano il maggiore evento disastroso in qualunque parte del mondo. Beni per parecchi minuti – ha sottolineato il prof. Giuseppe Tito Aronica, dell’Università di Messina – sono di solito localizzati nelle aree inondabili in Europa e una parte di essi sono classificati a rischio. La maggior parte di questi beni sono localizzati in aree urbanizzate o con forti insediamenti antropici, nelle quali i rapidi processi di trasformazione che hanno caratterizzato gli ultimi decenni hanno avuto come conseguenza la crescita del grado di impermeabilizzazione dei bacini e, naturalmente, l’aumento dei deflussi generati in tempo di pioggia. Gli ultimi anni hanno visto comunque progressi significativi nello sviluppo e nell’uso di modelli di inondazione alluvionale e la loro integrazione con nuove fonti di validazione e dati di parametrizzazione, così che la modellazione idrodinamica delle inondazioni urbane a risoluzione spaziale fine è ora una possibilità”.

Di simulazione idraulica in 3D ne ha parlato il prof. Francesco Macchione, dell’Università della Calabria, mostrando gli effetti di una ipotetica alluvione del centro storico di Cosenza provocata dall’esondazione del fiume Crati, individuando i punti di forza e i punti di debolezza; mentre i professori Carla Iadanza ed Francesco Napolitano, dell’ISPRA della “Sapienza” di Roma, hanno trattato dell’identificazione e caratterizzazione di eventi piovosi responsabili dell’innesco di colate rapide e frane superficiali. Le colate rapide e le frane superficiali per saturazione e fluidificazione della coltre, per l’elevata velocità, sono i fenomeni che negli ultimi decenni – secondo i due docenti universitari – hanno determinato i maggiori danni nel nostro paese sia in termini di perdita di vite umane swia in termini di danni economici a centri abitati e infrastrutture di comunicazione. L’innesco delle colate rapide e elle frane superficiali rapide è nella quasi totalità dei casi legato a eventi pluviometrici intensi.

Particolarmente interessante è stata una ricerca presentata dai ricercatori R. Coscarelli, L. Antronico ed F. De Pascale, dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR, riguardante la presenza di conoidi alluvionali inattive e intensamente urbanizzate lungo la Costa degli Dei sulla costa tirrenica calabrese. Lo studio, oltre a presentare la descrizione degli eventi di colate detritiche e alluvioni innescati da eventi piovosi, avvenuti negli anni compresi tra il 2009 e il 2011, con danni agli edifici privati e alle infrastrutture presenti ne rileva la percezione del rischio da parte della stessa popolazione, mettendo in evidenza la loro consapevolezza di rischio causato soprattutto dall’abusivismo edilizio e alla scarsa attenzione da parte degli enti preposti verso le problematiche del territorio e la sua manutenzione. 

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