Servizio 118: Gallo contro l’Asp Il consigliere chiede che venga confermata la presenza delle ambulanze medicalizzate

Sulla postazione cassanese: «Dove sono finiti i medici assegnati alla Pet di Cassano?»

«Una sola coda doveva fare, e deve fare, l’Asl: confermare la permanenza in servizio delle ambulanze medicalizzate del 118. Stop».

Lo dice il consigliere regionale Gianluca Gallo, che nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme sul depotenziamento del servizio 118 assicurato dalla postazione di Cassano e di altri centri dell’area ionica. «Alle perplessità da me sollevate – osserva Gallo – l’Asp risponde oggi alzando una cortina fumogena: si sostiene che nessuna postazione chiuderà e che, anzi, altre ne apriranno. La cosa, ovviamente, non può che far piacere, ma resta l’interrogativo di fondo, sapientemente occultato: che tipo di servizio si garantirà ai cittadini? All’utenza del territorio cassanese, in particolare, che d’estate si triplica per la presenza di decine di migliaia di turisti, cosa sarà assicurato?» Sul punto, Gallo torna all’attacco: «Nel suo lungo comunicato l’Asp ammette solo in coda l’esistenza di problemi di personale, come da me denunciato, ma si guarda bene dall’assumere l’unico impegno necessario: risolverli. E’ chiaro a tutti, ormai, che un’ambulanza senza medici a bordo possa essere utilizzata solo per una ridottissima gamma di interventi salvavita e per esigenze di trasporto. Nulla più. Si perderà insomma tempo prezioso nel soccorso, quando pochi minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte. E tutto ciò per l’incapacità di assicurare la presenza di medici a bordo delle ambulanze». Dal generale al particolare, con lo sguardo puntato sulla Pet di Cassano: «Dal Primo Maggio, come avevo per tempo segnalato e per come anche osservatori indipendenti hanno avuto di verificare autonomamente – sottolinea Gallo – in servizio sono rimasti non più di due medici, che presto potrebbero ulteriormente ridursi o essere assegnati ad altre sedi. Il risultato è evidente: o i professionisti in servizio saranno costretti a turni estenuanti, con gravi conseguenze per se stessi ed i pazienti, oppure vi saranno fasce orarie in cui non sarà possibile assicurare l’attività di ambulanze medicalizzate, con tutto quel che ne consegue per i cittadini». Una situazione paradossale, anche perché, rivela Gallo, «l’Asp tace un dato essenziale: i medici ed infermieri che sulla carta risultano operare presso la postazione cassanese del 118 in realtà, e già da tempo, prestano servizio altrove. Non so ancora se questo sia avvenuto nel rispetto delle procedure di legge: lo verificheremo. Di certo v’è che personale sanitario assegnato alla postazione cassanese viene utilizzato nei pronto soccorso di altre strutture». Conclude il consigliere regionale: «Sono queste le questioni sulle quali l’Asp e la giunta regionale devono fornire chiarimenti per risparmiare nuovi scippi sanitari al territorio. Evitassero, marzullianamente, di farsi le domande ritenute comode e di darsi risposte altrettanto comode ma per nulla convincenti».

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