RIFIUTI, CALLIPO (ANCI): AFFRONTARE QUESTIONE DISCARICHE – L’ASSESSORE REGIONALE RIZZO: NON ANDREMO IN EMERGENZA

SQUILIBRI FEDERALISMO FISCALE, NE HA DISCUSSO DIRETTIVO ANCI

Una classe politica responsabile deve farsi carico di affrontare e risolvere la problematica legata all’individuazione di nuovi siti in cui realizzare impianti, con annesse discariche di servizio, per il trattamento e conferimento dei rifiuti. Oggi sono le singole ATO a doversi far carico di definire tali scelte, pur nella consapevolezza che non sia facile confrontarsi su questi temi nei territori. Con un obiettivo chiaro: evitare, direttamente o indirettamente, di determinare un aumento dei costi del servizio che ricadrebbero sui comuni e quindi sui cittadini.

È quanto ha dichiarato Gianluca CALLIPO presidente di ANCI Calabria intervenendo, insieme all’assessore regionale all’ambiente Antonella RIZZO, al seminario sul tema LA GESTIONE DEI RIFIUTI E DEI RIFIUTI DI IMBALLAGGIO – AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO, TARIFFAZIONE E AVVIO A RICICLI DEI RIFIUTI DA RACCOLTA DIFFERENZIATA, promosso da ANCI e CONAI(Consorzio Nazionale Imballaggi) in partnership con la REGIONE CALABRIA. Nel corso del seminario con i sindaci hanno relazionato i docenti Fabio MAGRONE della SOGESID e Paola RIZZUTO, esperto in legislazione ambientale.

Nel ringraziare a nome dell’ANCI Calabria l’assessore RIZZO per la disponibilità e sensibilità sempre dimostrate rispetto alle attese ed istanze poste dalle comunità e dai sindaci CALLIPO ha sottolineato l’efficacia del metodo del confronto costante Regione-Comuni che, per quanto a volte duro e con posizioni diverse, ha comunque permesso la condivisione di soluzioni utili ai diversi problemi di volta in volta affrontati.

Non andremo in emergenza – ha esordito la RIZZO, ringraziando il Presidente CALLIPO per il metodo di confronto puntuale e costruttivo con la Regione. Capiamo le difficoltà dei sindaci sulle discariche a servizio ma – ha continuato – va ricordato e chiarito che è dal 2014 che nelle discariche regionali non viene conferito tal quale bensì prodotto lavorato. Le discariche – ha scandito – dovranno essere pubbliche con tariffe di conferimento e volumetria stabilite dal pubblico. In un clima di integrazione pubblico privato, esse potranno essere gestite dai privati a seguito di affidamenti ad evidenza pubblica.

Partendo dal 50% di differenziata raggiunto nel 2018, così come previsto nel piano regionale rifiuti, potremo arrivare entro il 2020 al 65% se i Comuni continueranno ad investire in questa direzione. Dobbiamo però renderci conto che la madre di tutte le questioni resta quella delle discariche nelle quali per altro andranno soltanto gli scarti della lavorazione dei rifiuti. L’obiettivo – ha precisato – resta da una parte, migliorare la qualità della differenziata e, dall’altra, l’autosufficienza attraverso le discariche a servizio dell’impiantistica da realizzare nelle singole ATO, già prevista e finanziata nel piano regionale. Nell’invitare i sindaci ad accelerare il passaggio di deleghe all’ATO, la RIZZO ha sottolineato che ritardi nell’individuazione dei siti in cui dislocare l’impiantistica regionale comporteranno inevitabilmente la necessità del trasferimento dei rifiuti fuori Regione con conseguente aumento dei costi e delle tariffe per comuni e cittadini.

A margine dell’incontro si è tenuta, ospitata nella stessa Cittadella Regionale, anche la riunione del Comitato Direttivo dell’ANCI nel quale CALLIPO ha informato sui dati emersi a seguito della riunione dell’Osservatorio Regionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, recentemente istituito dal Prefetto di Catanzaro.

Nel corso del Comitato, che ha anche approvato l’ingresso del vice sindaco di CUTRO Anna BATTAGLIA, sono stati affrontate anche le diverse questioni e criticità del federalismo fiscale e del regionalismo differenziato, prendendo atto della iniziativa istituzionale e legale (prima del genere in Italia) del Comune di CINQUEFRONDI (RC) il cui Consiglio Comunale nei giorni scorsi ha approvato un ordine del giorno nel quale si rilevano anomalie e squilibri gravi sia nel calcolo dei fabbisogni standard che in merito al meccanismo perequativo di assegnazione dei fondi.

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