Rende: Dall’Assessore Pierpaolo Iantorno precisazioni sull’anticipazione di liquidità richiesta a CDP

Innanzitutto si ritiene doveroso precisare che tutti i bilanci consuntivi dell’Amministrazione Manna – tranne l’anno in cui si procedette al riaccertamento straordinario dei residui imposto per legge ai fini...

Innanzitutto si ritiene doveroso precisare che tutti i bilanci consuntivi dell’Amministrazione Manna – tranne l’anno in cui si procedette al riaccertamento straordinario dei residui imposto per legge ai fini dell’armonizzazione contabile che generò un disavanzo tecnico di oltre 13 milioni di euro con rimborso annuale a carico dei bilanci futuri per 447 mila euro in trenta anni -, fino all’ultimo approvato e relativo all’esercizio 2017, hanno chiuso in attivo così come certificato dal Servizio Finanziario Comunale e dall’Organo di Revisione Contabile. Lo stesso accadrà per il rendiconto di gestione 2018 previsto in scadenza per il 30 aprile 2019: risultato positivo di amministrazione già destinato per legge in quota accantonata e vincolata. Il confronto, da accertamento ordinario, fra i residui attivi e i residui passivi è altrettanto positivo. I debiti a cui fa riferimento una parte della Minoranza sono partite commerciali e di funzionamento, quindi, somme regolarmente impegnate al 31 dicembre 2018 per le quali non è stato possibile effettuare il relativo pagamento a causa di carenza di liquidità. Quasi tutti i Comuni italiani hanno difficoltà di cassa, figurarsi un Comune come quello di Rende alle prese con una procedura di riequilibrio economico-finanziario decennale ai limiti della sostenibilità in relazione alla gravità della situazione ereditata dalle precedenti Amministrazioni. Per tali ragioni, i comuni sono costretti a ricorrere alle anticipazioni di cassa con il proprio Tesoriere – linea di credito mai utilizzata dall’Amministrazione Manna anche per l’impegno assunto nei confronti della Corte dei Conti – o a sfruttare le anticipazioni di liquidità con CDP che la legislazione mette a disposizione proprio al fine di sbloccare i pagamenti. Queste anticipazioni non costituiscono indebitamento ai sensi di legge e, nel caso del Comune di Rende, saranno destinate esclusivamente al pagamento di somme regolarmente impegnate a favore di fornitori istituzionali, quali Sorical – la più consistente peraltro partita di giro con Acque Potabili SII -, Calabra Maceri, Maggioli Tributi, Siarc e qualche altro. La Legge di Bilancio dello Stato 2019 ha ridotto l’entità dell’anticipazione di tesoreria di un dodicesimo dei primi tre titoli di entrata del bilancio comunale 2017, ma ha previsto l’opportunità di richiedere l’anticipazione di liquidità sino ai tre dodicesimi a condizioni di pricing molto più vantaggiose rispetto a quelle medie praticate dal sistema bancario. Nel caso del Comune di Rende è prevista, addirittura, la neutralizzazione degli oneri finanziari, previo accordo con le singole controparti, ad ulteriore tutela dei conti pubblici, già gravati da rate per oltre 4 milioni di euro ad esaurimento della capacità di credito e, quindi, di rimborso e quasi totalmente impegnati. L’esercizio della facoltà di ricorso all’anticipazione di liquidità si rende di fatto obbligatorio perché, per i comuni che non attivano lo strumento e non rispettano i tempi di pagamento imposti dalla normativa comunitaria, la stessa Legge prevede penalizzazioni importanti in termini di nuovi e maggiori accantonamenti a costituzione del fondo di garanzia con decorrenza dall’esercizio 2020. Per la rigorosa e attenta politica di bilancio adottata dall’Amministrazione Manna, quest’opportunità serve anche per riallineare i flussi di cassa che rappresentano il vero problema oggetto di risoluzione, ferma, ovviamente, la più generale e grave situazione economico-finanziaria del Comune di Rende ormai ben nota a tutti.

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