Piccole opere realizzabili in regime di edilizia libera: il Consigliere D’Ippolito plaude al recente decreto del Ministero delle Infrastrutture e chiede al Comune di adeguarsi alla nuova normativa

È ormai in vigore dal 22 aprile scorso il decreto del Ministero delle Infrastrutture che spiega nel dettaglio, con un vero e proprio glossario, le opere e gli interventi...

È ormai in vigore dal 22 aprile scorso il decreto del Ministero delle Infrastrutture che spiega nel dettaglio, con un vero e proprio glossario, le opere e gli interventi realizzabili in regime di attività edilizia libera, senza la preventiva autorizzazione.
Si tratta di una sorta di lasciapassare per le costruzioni di piccola e media entità che permetterà ai cittadini di poter iniziare i lavori senza una preventiva comunicazione all’ente comunale, con rilevanti effetti volti a snellire le procedure burocratiche.
A guardare con favore al decreto del Ministero delle Infrastrutture è il consigliere   comunale Giuseppe D’Ippolito. “In estrema sintesi – afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale – i piccoli interventi di manutenzione privati, d’ora in avanti non avranno più bisogno, come in precedenza, dell’obbligatorio placet del Comune, ma i cittadini potranno intervenire direttamente sulle loro proprietà”.
Rientrano in questa operazione di semplificazione edilizia: la sostituzione della pavimentazione interna ed esterna, il rifacimento degli intonaci e degli infissi, il rifacimento e la messa a norma degli impianti, l’installazione e la sostituzione dei pannelli solari, il rinnovo degli arredi nelle aree di pertinenza (muretti, fioriere, ripostigli per attrezzi etc.). “In questo modo – sottolinea ancora il consigliere D’Ippolito –  si riuscirà, da un lato, a snellire il carico di lavoro degli uffici comunali  e, dall’altro, a ridurre sensibilmente le lunghe attese cui i cittadini erano spesso costretti. A questa importante novità – prosegue il consigliere Giuseppe D’Ippolito – deve necessariamente affiancarsi un processo di semplificazione normativa, anche comunale, che consenta di essere più efficaci nella predisposizione di interventi sul patrimonio edilizio esistente, soprattutto in riferimento a progettualità relative alla messa in sicurezza sismica e all’efficientamento energetico. Mentre a Palazzo dei Bruzi si discute del piano di arredo urbano, ai cittadini dobbiamo essere in grado di assicurare il miglior risultato nel più breve tempo possibile.  Il Comune – conclude D’Ippolito- dovrà, pertanto, dotarsi di una nuova e più efficiente modulistica per adeguarsi alle nuove disposizioni di legge, superando così alcune inutili anomalie ancora in atto, come ad esempio la richiesta di deliberazione del condominio. Più di ogni altra cosa, sarà necessario confrontare il nuovo piano dell’arredo con questo nuovo e particolare strumento normativo”.

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