Passi avanti Ue nella guerra all’incitamento all’odio on-line

Rimosso 70% messaggi in 24 ore. In Italia il 66,9%
epa06453412 European Commissioner for Justice, Consumers and Gender Equality, Vera Jourova, gives a press conference on the results of the 3rd monitoring exercise of the Code of Conduct on countering illegal online hate speech at the European Commission in Brussels, Belgium, 19 January 2018. EPA/STEPHANIE LECOCQ

Passi avanti nella guerra all’incitamento all’odio on-line nell’Unione europea. Nell’ultimo anno, in media, le aziende online hanno rimosso il 70% di tutti i messaggi illegali di incitamento all’odio loro notificati dalle Ong e dagli enti pubblici che hanno partecipato alla valutazione. La percentuale è aumentata costantemente dal 28% nel primo ciclo di controlli nel 2016,e dal 59% nel secondo ciclo del maggio 2017. Emerge dal terzo monitoraggio sull’incitamento all’odio on-line, illustrato dalla commissaria Ue alla Giustizia Vera Jurova.

Secondo quanto spiegato, tutte le imprese informatiche partecipanti (Facebook, Twitter e Youtube) hanno soddisfatto l’obiettivo di verificare la maggior parte delle notifiche entro 24 ore, con una media di oltre l’81%. Tuttavia, trasparenza e il feedback agli utenti sono ambiti in cui occorre prevedere ulteriori miglioramenti. In Italia sono il 66,9% le rimozioni effettuate, in calo rispetto all’81,7% del secondo monitoraggio (riduzione che può avere diverse ragioni).

 

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