Parco Aspromonte,Creazzo: «Serve soluzione immediata per non disperdere dignità socio-lavorativa»per ex Lsu-Lpu

Il vicepresidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Domenico Creazzo, ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministeri dell’Ambiente e del Lavoro e Politiche sociali e alla deputazione Calabrese, una...

Il vicepresidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Domenico Creazzo, ha inviato alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministeri dell’Ambiente e del Lavoro e Politiche sociali e alla deputazione Calabrese, una lettera nella quale chiede una “risoluzione immediata” della situazione contrattuale dei lavoratori a tempo determinato (già LSU/LPU), sì da consentire a persone che da anni prestano la propria attività lavorativa per il Parco e dentro il Parco, di non perdere la propria identità e la propria dignità socio – lavorativa”.
Nella sua nota, il Vice Presidente dell’EPNA, vuole portare all’attenzione di tutte le componenti interessate “il risvolto umano di una storia di precariato che sembra non dover mai volgere al termine ed in relazione alla quale non si può non avvertire il dovere morale di intervenire”.
Le vigenti normative in materia, in considerazione della peculiare natura dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, non permettono in alcun modo di proseguire il rapporto lavorativo dopo il 31 dicembre prossimo, e proprio per tale ragione, Creazzo ha inteso sensibilizzare gli Enti per individuare ogni strada perseguibile, anche in deroga alla normativa vigente, affinché venga riconosciuto “in modo ufficiale ai lavoratori il ruolo che gli stessi espletano ormai da tempo immemore in assenza di qualsivoglia certezza”.
Creazzo, rinvolgendosi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministeri dell’Ambiente e del Lavoro e Politiche sociali e alla deputazione Calabrese chiede di valutare “la possibilità di intraprendere un iter che consenta di definire in senso positivo e sostanziale la posizione di coloro i quali, nonostante la costante precarietà, non hanno desistito dal prestare la propria forza–lavoro in favore di questo Ente”.

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