Papasso dica la verità ai cittadini su debiti fuori bilancio, dissesto, spazzatura e commissione d’accesso agli atti

i gruppi di minoranza del consiglio comunale di Cassano Jonio non ci facciamo intimorire

È bastato leggere la relazione dei revisori dei conti sull’albo pretorio, per scatenare le ire dei nostri amministratori.  Eppure proprio non riusciamo a capire come mai quest’accanimento nei confronti di chi vuole solo conoscere la verità ed esercita il suo ruolo di opposizione.  Non ci faremo intimorire certo da un comunicato stampa, di cui tra l’altro conosciamo la fattura, che non risponde alle nostre domande e che come era prevedibile è fuorviante e rilancia offendendo non solo le nostre persone, ma le intelligenze di tanti cittadini.

Nella mattinata di ieri abbiamo depositato presso l’ufficio protocollo del Comune, un’istanza di accesso agli atti, come la legge ci consente, a firma dei consiglieri comunali d’opposizione per accertare, carte alla mano, la situazione finanziaria riferita al riconoscimento di debiti fuori bilancio per circa 4 milioni di euro. E’ lecito capire la natura di questi debiti? È  lecito approfondire la questione? Attenderemo i tempi tecnici e dopodiché ci rivolgeremo a S.E. il Prefetto qualora le prerogative di controllo dei consiglieri comunali non dovessero essere rispettate come troppo spesso sta accadendo all’interno del Palazzo. Difatti sono già passate più di due settimane dalla presentazione di un’altra istanza all’indirizzo degli uffici e ad oggi non si è avuta nessuna risposta.

Notiamo come gli animi siano tesi e come il nervosismo serpeggi all’interno del Palazzo. Ne è prova la solita reazione scomposta di chi non accettando mai le regole della democrazia propina volgari insulti in un comunicato che è il solito copia incolla intriso di vittimismo e forbito della solita cattiveria all’indirizzo del solito Gallo.  Capiamo le difficoltà, soprattutto in questo momento particolare, di chi privo di argomenti e di consenso con un indice di gradimento molto basso in Città, cerca di fuggire i problemi individuando l’avversario come il male assoluto sul quale scaricare le proprie incapacità. Crediamo che ormai questo giochetto non funzioni più, ma lasciamo ad ognuno le sue convinzioni se è questo che può far piacere. La storia dovrebbe insegnare qualcosa, ma a taluni le vicende del passato servono solo per emulare e fare peggio. Il clima da guelfi e ghibellini che è stato creato in città, gli insulti, il vittimismo, l’aumento della spesa pubblica, gli incarichi, i debiti sono tutti gli elementi che hanno portato negli anni 90 al dissesto finanziario e sociale di questo comune. Gli attori, pare, siano sempre gli stessi.

Vorremmo ricordare al sindaco Papasso che quando si riferisce alla precedente amministrazione dovrebbe correggere il tiro solo ed esclusivamente per non turbare le sensibilità di qualche saltimbanco di qualche lista a lui vicino, ben rappresentata in consiglio ed in giunta, e che nel recente passato ha ricoperto ruoli apicali nell’amministrazione tanto criticata da Papasso. Forse loro ricordano meglio di altri la massa di debiti che gravava sull’ ente e meglio di altri dovrebbero avere a cuore le finanze della nostra città oggi che sono organici alla sua azione politica condividendone e vagliandone tutte le scelte.

Papasso dovrebbe dire ai suoi che Gallo lo salvò dalla responsabilizzazione del dissesto prodotto da lui e dal Partito Socialista. Dovrebbe dire ai cittadini chi ha fatto carriera tra le varie strutture della Regione. E dovrebbe dire, soprattutto, ai cassanesi in che onta ha gettato il comune di Cassano facendo sì che in città venisse inviata una Commissione d’accesso agli atti che opera tuttora tra gli uffici del comune. Abbia il coraggio di dirlo: a Lamezia Terme i grillini hanno invocato l’invio della commissione d’accesso in comune dopo le ultime operazioni condotte dalla DDA di Catanzaro e nessuno ha gridato alla presenza di nessun regista. Invitiamo Papasso a non intorbidire le acque, come è suo solito fare: le lettere anonime, la campagna di infamia, le accuse di mafiosità sono parole pesanti che vengono usate con troppo leggerezza da chi dovrebbe tenere gli animi sereni. Non si perde occasione per far veicolare sulla tv e sui giornali l’immagine di una comunità divisa, lacerata e carica di odio. A questo gioco al massacro noi non ci stiamo per cui invitiamo formalmente il Sindaco a recarsi in procura, ad indire una conferenza stampa e a denunciare fatti persone e circostanze, senza continuare a buttare fango addosso alle persone perché prima o poi tutte le verità verranno a galla. Glielo abbiamo già chiesto in consiglio comunale se è a conoscenza di qualsiasi cosa è suo dovere denunciarle, ma si tenga alla larga dal gettare l’ombra del sospetto sulle persone per bene di questa comunità.

Se sa Papasso, faccia pubblicamente i nomi, visto che dice di essere sempre trasparente li faccia così poi nelle opportune sedi avrà modo di dimostrare quelle che in realtà sono solo allusioni e pettegolezzi. I fatti di oggi parlano di una commissione antimafia che agisce in città lavorando sulle carte dal 2012 in poi, non a quelle precedenti. E dal 2012 amministra lui il comune, o tenta di farlo visti questi altri 4 milioni di euro di debito.

Così come i fatti raccontano che la bolletta della spazzatura è alta perché manca completamente la differenziata.  L’amministrazione comunale dovrebbe spiegare ai cittadini il vero perché la bolletta della Tari è così alta.

Il 6 aprile 2016, l’allora neo Dirigente all’ambiente Domenico Pallaria, scelto dal Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, conferma gli aumenti ai comuni varati nel 2014 e bloccati fino ad allora (dalla giunta precedente), ma non solo: scrive ai comuni che non hanno lavorato in questi anni alla differenziata che se la cifra di questa è inferiore al 25% del totale allora essi pagheranno la tariffa più alta pari a 169 euro a tonnellata (come dimostra la lettera che alleghiamo e Cassano oggi non raggiunge nemmeno il 10%).

La lettera del 2016 conferma gli aumenti fino ad allora bloccati. Nel 2016 governa la Regione quel signore, Mario Oliverio, che salì su quel palco nella piazza del comune che oggi qualcuno con ipocrisia condivide. Ed è lui a firmare gli aumenti, non altri.

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