Occupati tornano a livelli pre-crisi. Giù la produzione industriale

I dati economici Istat del terzo trimestre
epa06360624 Cambodian workers climb on a building in Phnom Penh, Cambodia, 01 December 2017. According to the World Bank, Cambodia's robust gross domestic product (GDP) growth is expected to reach 6.9 percent in 2018 and remain almost as high at 6.7 percent in 2019. EPA/KITH SEREY

Dopo dieci anni, l’Istat attesta per l’occupazione il “recupero dei livelli pre-crisi” ma cala, per la prima volta dal 2016 la produzione industriale.

I DATI SULL’OCCUPAZIONE – Nel secondo trimestre del 2018 si è “raggiunto e superato il numero degli occupati del secondo trimestre 2008 – afferma – e il tasso di occupazione 15-64 anni non destagionalizzato è tornato allo stesso livello (59,1% in entrambi i periodi)”. Allo stesso livello di occupati del 2008 corrisponde una maggiore presenza di dipendenti (77%; +2,8 punti), in particolare a termine (13,4%; +3,1 punti) e di lavoratori a tempo parziale (18,7%; +4,1 punti). Il tasso di disoccupazione scende al 10,7% nel secondo trimestre 2018 e tocca il livello più basso da sei anni. Per trovare un risultato più basso bisogna tornare al secondo trimestre del 2012 (10,6%). Rispetto al trimestre precedente il calo è di 0,2 punti percentuali e rispetto all’anno precedente di 0,3 punti. Nel confronto tendenziale, per il quinto trimestre prosegue – con minore intensità-la diminuzione dei disoccupati (-34 mila in un anno, -1,2%) che riguarda solo il Sud.

GIU’ LA PRODUZIONE INDUSTRIALE – “Brusca discesa” a luglio 2018 per la produzione industriale. L’Istat registra un calo dell’1,8% rispetto a giugno e una flessione dell’1,3% anche rispetto a luglio 2017 (nei dati corretti per effetti di calendario). Si tratta della prima contrazione tendenziale a partire da giugno 2016, due anni fa, e del risultato peggiore da oltre tre anni, a partire da gennaio 2015 (-1,8%). I dati grezzi segnano invece +1,8%. Nella media dei primi sette mesi la produzione è cresciuta del 2% su base annua. Nella media del trimestre maggio-luglio, invece, il livello della produzione registra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile dell’Istat mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative segnano i beni strumentali (-2,2%), i beni di consumo (-1,7%) e i beni intermedi (-1,2%); in misura più contenuta diminuisce l’energia (-0,8%). Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a luglio 2018 una lieve crescita tendenziale solamente per il raggruppamento dei beni strumentali (+0,7%); variazioni negative si registrano, invece, per i beni intermedi (-2,2%), i beni di consumo (-1,9%) e l’energia (-1,4%). I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono l’attività estrattiva (+2,8%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+1,3%). Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%), nella industria del legno, della carta e stampa (-5,8%), nella metallurgia e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-2,8%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,8%)./ (ANSA)

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