L’analisi del deputato calabrese Antonio Viscomi sulla situazione di Lamezia Terme non lascia indifferente il sindacato Cisl

L’analisi del deputato calabrese Antonio Viscomi sulla situazione di Lamezia Terme non lascia indifferenti il segretario della UST CISL Magna Graecia, Francesco Mingrone e il coordinatore della zona di...

L’analisi del deputato calabrese Antonio Viscomi sulla situazione di Lamezia Terme non lascia indifferenti il segretario della UST CISL Magna Graecia, Francesco Mingrone e il coordinatore della zona di Lamezia Terme Michele Gigliotti che, dopo aver letto attentamente le parole del parlamentare, hanno voluto rilanciare l’importante tema sollecitando una maggiore attenzione da parte degli organi competenti sulla città della Piana ed il suo hinterland. “L’inclinazione adottata – hanno detto – di impedire e frenare qual si voglia forma di socializzazione è un fenomeno estremamente dannoso per Lamezia Terme e i lametini. Ben dice l’on. Viscomi quando afferma che la presenza del capitale sociale in una comunità è un “ presupposto necessario ed indefettibile per una efficace azione di contrasto alla criminalità organizzata”. Nulla, ovviamente, da eccepire da quanto previsto dalla legge rispetto all’istituzione dell’organismo del commissariamento. Ma un Comune commissariato non può e non deve smettere di vivere. Sposiamo, dunque, a pieno l’iniziativa intrapresa dall’on. Viscomi che ha depositato una interrogazione per chiedere al Presidente del Consiglio “ se sia a conoscenza della situazione lametina e se non ritiene che gli effetti delle politiche gestionali ed amministrative assunte nel Comune di Lamezia Terme stridano visibilmente con gli obiettivi prioritari dell’azione commissariale nei comuni sciolti per mafia, dal momento che la contrazione degli spazi possibili di socializzazione collettiva e di aggregazione civica – per positive finalità di ordine culturale, sportivo, religioso – non può che determinare un effetto negativo sulla stessa azione di contrasto alla criminalità organizzata”. Siamo convinti, come ben espresso dal deputato, che nei comuni commissariati per infiltrazioni mafiose limitare gli spazi di aggregazione sociale vada nella direzione opposta alle azioni di contrasto alla criminalità”.

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