Laboratorio Crotone: “Politiche scellerate, migliaia di posti di lavoro a rischio e a Crotone si teme per 600 lavoratori”

Completamente avulsi dalla realtà e dal Paese, questo stanno dimostrando di essere gli uomini e le donne al Governo. Raccontano un Paese che solo nei loro spot, nei loro...

Completamente avulsi dalla realtà e dal Paese, questo stanno dimostrando di essere gli uomini e le donne al Governo. Raccontano un Paese che solo nei loro spot, nei loro comunicati pianificati e ripetuti come un mantra sono credibili, noi calabresi, e noi crotonesi stiamo toccando con mano questo scollamento dalla realtà.

Ormai dobbiamo fare la conta dei posti di lavoro perduti in questo Paese dalla fantomatica crescita!

Si perdono posti di lavoro e si amplia la platea di destinari del reddito di cittadinanza…non c’è che dire il ministro Di Maio sta facendo un un buon lavoro.

Ma lasciando da parte l’ironia, un’amara ironia, quello che oggi ci ritroviamo a raccontare è un dramma annunciato!

Si parla di circa 600 posti di lavoro a rischio, di 600 persone lasciate allo sbando, altro che precarietà, altro che dignità!

I sindacati sono sul piede di guerra e il 9 febbraio sono stati  Roma  in strada per ricordare al ministro Di Maio che le parole contano zero, ed i fatti , quelli sì veri, lo smentiscono quotidianamente.

Lo scorso 12 giugno, ricordano SlC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL in una nota congiunta, dopo mesi di trattative è stato raggiunto un importante accordo al Ministero dello Sviluppo Economico tra Tim e le organizzazioni sindacali nazionali di categoria, che si prefiggeva la salvaguardia del perimetro occupazionale interno all’azienda attraverso l’applicazione di un contratto di solidarietà difensiva ed il ricorso al prepensionamento volontario, e si prefiggeva di garantire la sostenibilità nella gestione degli appalti.

Il Ministro Di Maio forse, sottolineano bene i sindacati, non è a conoscenza che TIM ha introdotto un automa nell’albero di accesso al servizio clienti che non permette ai clienti LOW (quelli di fascia tariffaria bassa che pagano poco) di parlare con

l’operatore per ricevere assistenza e/o informazioni, e che dopo lunghe attese le chiamate vengono abbattute.

Fino a ieri, 7 febbraio, nessuno degli impegni assunti, si legge nel comunicato dei sindacati di categoria, è stato mantenuto.

Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti,soprattutto in Calabria, dove nel mondo degli appalti di Tim operano migliaia di lavoratori, dove a causa della riduzione dei volumi di traffico telefonico verso gli “out sorcer” che svolgono attività di call center, si sono persi centinaia di posti di lavoro. E in questa situazione di incertezza del mercato il problema occupazionale è stato ancor di più aggravato dal Decreto Dignità, che con le sue rigidità e non considerando le difficoltà del settore non ha consentito il rinnovo di una parte dei contratti precari che sarebbero dovuti essere prorogati in vigenza della vecchia norma.

I ministri Di Maio e Salvini forse, sottolineano le tre sigle sindacali, ignorano che mentre in Italia il traffico dei clienti italiani viene dato in calo, le aziende di telecomunicazioni in Romania assumono personale per gestire le chiamate dei clienti italiani di Tim.

E allora: “Caro ministro Salvini che fine ha fatto lo slogan fatto #PrimagliItaliani?”

Cari ministri qui in Calabria, qui a Crotone, noi non possiamo permetterci di perdere neanche un posto di lavoro, qui il lavoro è un bene da difendere, da tutelare e voi avete il dovere, la responsabilità di garantirlo e difenderlo.

Non raccontateci la storiella che le aziende locali sono il lupo cattivo e voi il bravo cacciatore… noi non siamo “cappuccetto rosso” e alle fiabe non crediamo ormai da tempo!

Alle rappresentanze parlamentari del territorio vogliamo ricordare che è inutile tentare di distrarre con polemiche e chiacchiere da social. Avrebbero dovuto accompagnare i rappresentanti dei lavoratori ai “tavoli ministeriali”.. hanno invece smarrito, forse, la via e più verosimilmente non hanno mai avuto chiara la strada da percorrere per essere rappresentanti del territorio….

Portavoce dei cittadini questo dovevate essere!

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