La Prossima Crotone su aeroporto

Per la seconda volta nell’arco di alcuni mesi la deputata crotonese del Movimento cinquestelle Elisabetta Barbuto torna a scagliarsi contro la Regione Calabria il cui “atteggiamento di assoluta inerzia”...

Per la seconda volta nell’arco di alcuni mesi la deputata crotonese del Movimento cinquestelle Elisabetta Barbuto torna a scagliarsi contro la Regione Calabria il cui “atteggiamento di assoluta inerzia” – a detta della parlamentare – metterebbe a rischio il finanziamento di nove milioni di euro previsto dal ministero dei Trasporti per incentivare nuove rotte sull’aeroporto di Crotone attraverso lo strumento dei cosiddetti oneri di servizio pubblico.

La Regione Calabria – sostenne nel marzo scorso e continua a sostenere oggi la deputata B – avrebbe la colpa di non aver fornito al Mit una serie di dati tecnici (sui volumi di traffico, il bacino d’utenza, la posizione geografica) accompagnati da uno studio di settore per dimostrare che lo scalo crotonese può legittimamente accedere a quel finanziamento senza che l’Unione Europea lo consideri un aiuto di Stato.

Già nella prima occasione e anche ora, la Regione Calabria ha fatto notare alla parlamentare, peraltro componente della commissione trasporti della Camera dei deputati, che quei dati sono già in possesso del ministero dei Trasporti e dell’Ente nazionale dell’aviazione civile e che proprio sulla base di quei dati lo stesso dicastero ha deciso di destinare nove milioni di euro all’aeroporto di Crotone. Ha fatto notare, ancora, che tutte le competenze in materia di aeroporti, essendo oltretutto il Sant’Anna scalo di interesse nazionale, appartengono ad istituzioni ed enti dello Stato, come appunto il Mit e l’Enac, oltre che alla Sacal, società che ha ottenuto la gestione dello scalo crotonese per trent’anni.

Cionondimeno la Regione Calabria, nell’interesse della popolazonecrotonese che ha pieno diritto alla mobilità come tutti gli altri cittadini italiani, si è ugualmente fatta carico di elaborare lo studio richiesto dal Mit propedeutico alla concessione degli oneri di servizio.

Ora nessuno pensa che l’onorevole B, nota cultrice del diritto oltre che componente della commissione trasporti della Camera, ignori a tal punto norme, regolamenti e procedure. Piuttosto si intravede nella sua perniciosa tendenza a puntare l’indice accusatorio il tentativo di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dal vero problema, che continua ad essere quello della sopravvivenza dell’aeroporto di Crotone; il tentativo, insomma, di mettere le mani avanti, di precostituirsi un alibi nel caso lo scalo dovesse chiudere i battenti addossandone la colpa alle istituzioni locali.

Non è un caso se l’on. B nella sua furia inquisitrice non parli mai dei problemi infrastrutturali dell’aeroporto di Crotone.

Non una parola, da parte dell’on. B, sul collaudo del sistema Ils, per il volo guidato in caso di scarsa visibilità, già installato e mai entrato in funzione, o sul recupero dei fondi per il prolungamento della pista di volo..

Nessun cenno, dall‘on. B, al piano industriale della Sacal.

In quanto componente della commissione trasporti, l’on. B avrebbe il diritto e il dovere di intervenire sull’Enac affinché solleciti la Sacal a rendere noto, il piano industriale e i progetti per l’aeroporto di Crotone, documenti che finora sono stati negati alla visione e alla conoscenza delle istituzioni locali e che non possono essere negati, invece, alle Istituzioni nazionali, in particolar modo al ministro dei Trasporti, Toninelli, compagno di partito della B.

Tutto questo, lei non lo ha mai fatto, preferendo, per mero interesse di partito, scagliarsi sulle istituzioni locali con le quali, invece, avrebbe dovuto instaurare un clima di fattiva collaborazione nell’interesse della popolazione crotonese.

Sembra in fondo, di rivivere un film già visto nella precedente legislatura, quando i rappresentanti politici del territorio, eletti dal territorio, da Roma facevano guerra al territorio.

Anche con il governo del cambiamento la storia si ripete.

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