In 6 milioni fumano la ‘sigaretta che non brucia’, 40 milioni entro 2025

Philip Morris, il 70-80% dei nostri utilizzatori ha smesso di fumare

Già sei milioni di fumatori nel mondo sono passati alle sigarette ‘che non bruciano’, e che potrebbero diventare 40 milioni nel 2025. La previsione è di Andrè Calantzopoulos, Ceo di Philip Morris International, che a Tokyo ha lanciato Iqos 3, la nuova versione del dispositivo messo a punto dalla compagnia.

“Crediamo che questa sia la migliore alternativa alla sigaretta nel mondo – ha affermato Calantzopoulos -. Iqos non è ‘risk free’ ma tutte le evidenze scientifiche mostrano che presentano un rischio minore rispetto alle sigarette tradizionali e non ha un impatto negativo sulla qualità dell’aria”.

Il nuovo dispositivo, che scalda delle ‘ricariche’ di tabacco senza arrivare alla temperatura di combustione, sarà sul mercato in otto paesi del mondo fra cui l’Italia dal 15 novembre. La versione 3 è più facile da usare, ha un design più compatto ed è più veloce da ricaricare, ed è personalizzabile con centinaia di colori. Ha anche una versione ‘multi’, che si puó usare per 75 minuti senza ricarica. Come i modelli precedenti, ha precisato il Ceo, produce in media il 90% in meno di sostanze pericolose rispetto al fumo di sigaretta. “Tra il 70% e l’80% di chi è passato ad Iqos – ha affermato Calantzopoulos – ha smesso completamente di fumare”.

Philip Morris, istituzioni valutino alternative a sigarette

“Le istituzioni dovrebbero valutare le alternative meno rischiose alle sigarette”. Lo ha affermato Andrè Calantzopoulos, Ceo di Philip Morris International, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo modello di Iqos, il dispositivo che scalda ma non brucia il tabacco messo a punto dalla compagnia. “Se non ci sono alternative disponibili meno rischiose sul mercato cosa resta al fumatore, se non le sigarette tradizionali? – ha affermato rispondendo a una domanda sulle differenti politiche nei singoli paesi -. Le istituzioni dovrebbero valutare quali sono le alternative, e permettere che stiano sul mercato con una corretta informazione al consumatore”. Nessuna di queste alternative è ‘risk free’, ha ricordato Calantzopoulos. “Un prodotto ‘zero risk’ è anche senza sapore e non ha nicotina, quindi il fumatore non lo userà. Neppure un pannello solare o un’auto elettrica sono a impatto zero, ma sono ovviamente preferibili al bruciare petrolio”. Il Ceo di Philip Morris ha anche risposto alle critiche rivolte da diverse istituzioni, compresa l’Oms, alla Foundation for a Smoke-Free World, la Fondazione finanziata dall’azienda per studi sul fumo, accusata di coprire gli interessi aziendali. “L’idea è che la fondazione finanzi la ricerca, ma le istituzioni sono libere e non hanno condizionamenti nel loro lavoro. Come per le aziende farmaceutiche servono molti soldi per la ricerca clinica, che spesso le università non hanno”.

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