Il sindaco Pugliese: la mancanza di lavoro non è un tema su cui si può speculare e nemmeno di ricavarne un vantaggio politico

Nel leggere l’ennesimo comunicato dell’on. Elisabetta Barbuto, spiace constatare che una rappresentante della Camera dei Deputati abbia preso una posizione così poco costruttiva e stia scivolando sempre più nella...

Nel leggere l’ennesimo comunicato dell’on. Elisabetta Barbuto, spiace constatare che una rappresentante della Camera dei Deputati abbia preso una posizione così poco costruttiva e stia scivolando sempre più nella polemica

Non intendo in alcun modo seguirla in questo percorso che non ha meta, anche perché non solo sottrae tempo al sindaco della città che è quotidianamente impegnato a servire una comunità gravata da tanti, troppi, problemi ma anche perché questa polemica rischia di non essere neanche percepita dall’opinione pubblica.

Questa città desidererebbe che le sue rappresentanze istituzionali, soprattutto quelle più alte, avessero un atteggiamento più collaborativo, non verso la mia persona, ma verso la funzione che rappresento, un atteggiamento rivolto ai problemi e di rispetto nei confronti di Crotone e dei crotonesi.

Vorrei sottolineare che il sottoscritto non è sindaco per grazia ricevuta ma perché scelto e votato dai crotonesi, gli stessi probabilmente che hanno scelto e votato Movimento 5 Stelle.

Quello che risulta inaccettabile è che le due parlamentari in questione, appena messo il piede in Senato e alla Camera, invece di occuparsi dei problemi di questo territorio abbiano cominciato una campagna di dileggio e sospetto, una vera e propria caccia alle streghe, calandosi totalmente in teorie del complotto, tutte funzioni che non rientrano nell’alto e nobile ruolo di rappresentanza istituzionale dei cittadini.

Un’azione quotidiana sempre contro il territorio e mai a favore dei suoi reali interessi.

Stadio, bonifica, Antica Kroton, castello, aeroporto, Archivio di Stato, non rappresentano per le on. Corrado e Barbuto occasioni di sviluppo per Crotone e la sua provincia ma solo spazi di polemica e di contrasto, avvelenando un clima di cui la città non avverte il bisogno.

Un atteggiamento sempre rivolto a “non fare”, ad interdire, a impedire a costruire. Anche queste funzioni non rientrano nel ruolo di rappresentanza istituzionale.

Esempio evidente di quanto finora sostenuto è l’ultima esternazione della on. Barbuto sulla vicenda Akros.

Per quanto riguarda i criteri con i quali sono stati assunti i 28 ex Akros in Akrea, dovrebbe già sapere che sono esattamente quelli fissati dall’accordo sottoscritto, prima della mia elezione a sindaco, dalla precedente amministrazione, dalle organizzazioni sindacali e dalla stessa Akrea.

Il sottoscritto non ci ha messo ne avrebbe potuto mettere becco. Si precisa che il sottoscritto ha ereditato questo accordo e i firmatari non hanno realizzato alcuna assunzione ed io, invece, ho avvertito il dovere e la sensibilità di adoperarmi per assicurare a 28 lavoratori, a 28 famiglie un dignitoso futuro.

Pur non avendo sottoscritto quell’accordo ho avvertito il bisogno di dargli seguito onorando un impegno che non era il mio e su lavoratori che non ho scelto io.

Le voglio ulteriormente precisare che la fallita Akros era una società a dimensione provinciale, ovvero svolgeva la propria attività in tutti i 27 comuni della provincia ma è stato il Comune di Crotone ha dimostrare solidarietà nei confronti di questi lavoratori.

Si procuri quell’accordo, è un suo diritto. Lo legga. Scoprirà così che ulteriori assunzioni sono direttamente collegate alle percentuali di raccolta differenziata. E per consentire l’obiettivo di avviare la raccolta differenziata a Crotone, proprio in questi giorni, abbiamo licenziato un bando per l’acquisto di 47 mezzi, così da dotare in modo adeguato l’Akrea che potrà, in tal modo, affrontare la sfida della differenziata.

Concludendo mi consenta una piccola riflessione: la mancanza di lavoro non è un tema su cui si può speculare e nemmeno di ricavarne un vantaggio politico, maneggiandolo e rimaneggiandolo a proprio piacimento. E’ un argomento serio che stiamo affrontando con serietà ed impegno.

Un ultima cosa. Io parlo il linguaggio dell’istituzione che non prevede insulti personali e continuerò sempre a farlo nel rispetto dei miei interlocutori.

Evidentemente, in altri contesti, si sceglie l’insulto come argomento centrale, figlio di quella mancata democrazia e libertà solo sbandierata e non aderente alla realtà.

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