IL COMMISSARIO SCURA ANCORA UNA VOLTA FERMA IL MARRELLI HOSPITAL

ARENA: “NON ABBIAMO I SOLDI PER COMPRARE PRESTAZIONI DI TAC E RISONANZE MAGNETICHE”

Con queste poche parole l’Asp di Crotone stamani, in una riunione convocata per la firma dei contratti, ha comunicato al management della struttura che l’Azienda Sanitaria di Crotone non ha fondi per comprare le prestazioni di TAC e RMN (Risonanze Magnetiche) del Marrelli Hospital e gli assegna un budget di soli 45 giorni.

Il dato assurdo è che già ad oggi sono state eseguite prestazioni per oltre 6 mesi con una media di 80 nuovi pazienti al giorno che puntualmente si rivolgono alla struttura per eseguire esami di radiologia pesante.

A questo, si aggiunge che nessuna risposta è pervenuta dal Commissario Scura per l’acquisto di prestazioni di APA e PAC e nessuna indicazione circa l’acquisto di prestazioni di Radioterapia.

UN VERO E PROPRIO BOICOTTAGGIO, chiamiamolo così, il giorno prima della grande festa organizzata proprio per il taglio del nastro del nuovo centro di Radioterapia ad Alta Tecnologia.

Già domani, avvisa il management del Gruppo Marrelli, partirà una circostanziata diffida indirizzata al Commissario Scura ed all’Asp di Crotone per chiedere che quanto comunicato nella riunione venga subito modificato. Non è possibile che prestazioni come TAC e RMN, di cui la Regione Calabria è carente e che l’Ospedale di Crotone da solo non riesce a garantire, possano essere rifiutate e si debbano eseguire a pagamento. Lo stesso Commissario Scura, qualche giorno fa, in una nota indirizzata proprio a tutti i direttori generali, aveva indicato che le prestazioni di TAC e RMN dovevano essere “prestazioni privilegiate” nell’acquisto complessivo di prestazione dai privati, proprio in virtù delle lunghe liste di attesa nell’ospedale pubblico, ed invece oggi dall’ASP di Crotone sono state “stoppate” per carenza di risorse.

E’ necessario una volta per tutte che la politica intervenga.

Qui non si tratta di partiti o di colori politici. Qui non c’entra niente la diatriba storica tra pubblico e privato, in quanto si tratta di prestazioni accreditate e dunque pubbliche. Qui c’è in gioco la società civile, ci sono posti di lavoro, ci sono famiglie, ma soprattutto ci sono i PAZIENTI e ci sono vite umane da preservare o da salvare.

Non è possibile che ogni conquista debba essere accompagnata da battaglie e da lotte, ma se è necessario, per difendere quanto abbiamo costruito fino ad oggi, lo faremo, e lo faremo ancora.

Domani, insieme ai tanti cittadini crotonesi che hanno deciso di condividere questo momento di festa, taglieremo il nastro del Centro di radioterapia, e se dovesse essere necessario lunedì ricominceremo nuovamente a difenderci.

 

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