I legali del Dirigente dell’ATP di Cosenza chiedono e pretendono chiarezza sul tema della Scuola Cosentina

Intervengono i legali del Dirigente dell’ATP di Cosenza, avv. Katia Vetere, Maria Molfese ed Achille Francesco Esposito a chiarire ed a pretendere chiarezza sul tema della Scuola Cosentina. In...

Intervengono i legali del Dirigente dell’ATP di Cosenza, avv. Katia Vetere, Maria Molfese ed Achille Francesco Esposito a chiarire ed a pretendere chiarezza sul tema della Scuola Cosentina. In un recente articolo dal titolo la “Calda estate della scuola” il Segretario provinciale della CGIL Scuola, Giuseppe Assalone, fa parola dell’ “avvenuta implosione” dell’ATP di Cosenza risalente al settembre 2018. Non piace agli avvocati che Assalone si sia ricordato tardi di dire la verità sull’Ufficio Scolastico Provinciale e sulle difficoltà in cui versa da settembre di un anno fa. Non piace ai legali che solo oggi Assalone sposi la battaglia del Dirigente Greco, quella dell’invocato aiuto anche del Ministero per ottemperare alla carenza di personale dell’atp di Cosenza. Non piace ai giuristi che Assalone non abbia, a suo tempo detto che l’ unica esola causa delle difficoltà nell’espletamento delle attività propedeutiche ed esecutive dell’avvio dell’annoscolastico che grava sull’Atp di Cosenza, è lo status quo determinato dal rientro delle 11 unità del personale della scuola verso i propri istituti scolastici, depauperando così l’ufficio scolastico di un forte supporto operativo, mai rimpiazzato. Oggi e solo oggi Assalone invoca l’intervento del Ministero su una situazione di stallo intollerabile. Ricordano i legali che Assalone “ era colui il quale solo 3 mesi additava il Dirigente Greco quale responsabile dell’ implosione dell’At di Cosenza inneggiando alla sua rimozione, anzi al taglio della sua testa, quale soluzione di tutti i mali della scuola cosentina. Lo stesso era in prima linea nella crociata e nei ripetuti sit in sotto gli uffici dell’Atp contro il Dirigente Greco”. Il ritardo di Assalone, comedeglialtrisuoicolleghisindacalisti,neldirelaverità,nonèsenzaesitogiacchèilDirigenteGreco oggi sconta, sulla sua pelle, le conseguenze di quella campagna diffamatoria. Il Segretario Assalone ammetta di essersi ravveduto, almeno questo, e di aver raccontato i n un articolo di giornale la storia dell’ultimo anno divita dell’Atp di Cosenza solo oggi in modo aderente alla realtà, avendo solo pochi mesi fa rappresentato male suoi iscritti ed alla generalità degli omnes fatti e misfatti. Il ritardo nel mettersi dal lato della verità, questo si ha fatto danni per riparare ai quali, dovrebbe risalire, il Segretario della CGIL Scuola a settembre 2018, quando, in servizio il Dirigente Greco iniziava l’implosione dell’Atp di Cosenza a causa della grave carenza di personale ad oggi, in minima parte integrata, allora e sino a tre mesi fa, consistente in un numero di 46 unità anziché 60. Valorizzi il segretario Assalone il d.m. n. 773 del 5.10.2015 che prevede per gli uffici scolastici della regione Calabria n. 248 unita’ e si chieda se non fosse il caso già da settembre 2018, difendere gli interessi della scuola cosentina, cioè di una provincia che abbraccia un’utenza maggiore di 3 province unite insieme (Catanzaro, Cosenza e Vibo), per ricavarne un dato, il fabbisogno di personale, molto superiore a quello da lui proposto di (sole) 60 unita’ di organico.“Avanzi il Segretario Assalone – dicono i legali- delle scuse, ad onor del vero e per rispetto al ruolo e alla persona del Dirigente Greco, per aver stimolato una sommossa gravissima diretta a danneggiare la persona del Dott. Luciano Greco, oltre che la sua professionalità perché si può sbagliare e chiedere scusa, piuttostoche contraddirsi con il rischio, da oggi in poi di essere poco credibili”. Auspicano i legali che il Segretario Assalone e i suoi “amici di cordata” valutino i danni fatti e, quali coerenti promotori della legalità, raccontino la verita’ dell’implosione dell’ufficio scolastico di settembre 2018, nella sua “oggettività”, perché la legalità deve essere ossequiata SEMPRE, e non ex ante inneggiata e al contempo offesa ed ex post recuperata con “vagiti di buoni propositi”.

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