Giovanni Caporale :Sinistra Italiana ed elezioni amministrative di Rende

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ho appreso con stupore dai giornali che Sinistra Italiana sostiene, nella prossima competizione elettorale amministrativa per il comune di Rende, il candidato a sindaco Sandro Principe, iscritto al partito democratico e attualmente sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione in atti amministrativi.
Mi son dimesso da tempo dall’incarico di segretario provinciale e non sono all’interno di organismi del partito, non era quindi scontato che fosse informato di una qualche deliberazione a qualsiasi livello che avesse sposato questa candidatura. Raccolte le dovute informazioni. con ancora maggiore stupore ho appreso che nessuna deliberazione è stata assunta in tal senso da nessun organismo e che non vi è stata nessuna discussione. Sembrerebbe, dunque, che il candidato Sandro Principe si sia sentito autorizzato a dettare la linea di Sinistra Italiana e, decorsi alcuni giorni, nessuno si è premurato di smentirlo. Delle due l’una: o c’è stata una deliberazione e allora il partito doveva darne notizia; oppure non c’ stata nessuna deliberazione e allora era doveroso smentire categoricamente la notizia. Non è una esimente la presenza di iscritti di Sinistra Italiana fra i candidati delle liste di appoggio alla candidatura di Principe, come pare sia, trattandosi di un’iniziativa individuale dei candidati che gli organismi del partito, se e in quanto avvertiti e convocati. possono avallare o meno. Avrei gradito confrontarmi sul problema con i dirigenti che ero sicuro di incontrare alla manifestazione di apertura della campagna elettorale de La Sinistra per le prossime elezioni del Parlamento europeo a Cosenza, ma nessun dirigente di Sinistra Italiana era presente. Poco importa, il pubblico confronto in democrazia è l’ideale.

Cari dirigenti tutti, mi chiedo e vi chiedo che partito è un partito che non discute, non decide e si lascia dettare la linea da altri nel loro personale interesse? Che partito è un partito che predica l’unità a sinistra e pratica la divisione? Che credibilità ha un partito nella lotta alla ‘ndrangheta se confonde garantismo con opportunismo, chiudendo gli occhi e turiandoci il naso di fronte a queste cose? Non sarebbe meglio essere coerenti e credibili piuttosto che fabbricare in continuazione scuse risibili per giustificare alleanze improbabili e continue incoerenze?

Sono tutte domande retoriche. La risposta è semplice: è un partito che non discute perché questo potrebbe turbare accordi già presi, un partito di fatto subalterno ai poteri forti locali, che predica Che Guevara e si comporta da don Abbondio, senza che nemmeno ne vada della vita, ma al massimo mettendo in gioco la credibilità per la speranza, sempre delusa, di un posto come consigliere o assessore. Come stupirsi degli insuccessi?

Chi non guarda lontano non va da nessuna parte. Sinistra Italiana era nata per fare altro e può ancora farlo, purché si ponga con autorevolezza e credibilità a capo del processo di unificazione della sinistra, anche in Calabria. Perché questo ruolo diventi effettivo occorre che le pratiche politiche corrispondano a quanto si è fortemente voluto all’atto della fondazione del partito. Non è troppo tardi e non è illusione: è semplicemente l’unica cosa da fare, l’alternativa è solo sparire. Io mi batterò perché il patrimonio politico e ulturale non si estingua sono sicuro che non sarò il solo.

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