Giannuzzi (Agricoop): “un’annata da dimenticare, più misure a sostegno delle Clementine di Calabria”

Volge al termine la Campagna (Nera) dell’agrumicoltura Calabrese. La stagione ha riservato non poche sorprese negative al settore, dalle avverse condizioni pedoclimatiche ad una vera crisi del settore caratterizzata...

Volge al termine la Campagna (Nera) dell’agrumicoltura Calabrese. La stagione ha riservato non poche sorprese negative al settore, dalle avverse condizioni pedoclimatiche ad una vera crisi del settore caratterizzata da prezzi troppo bassi, soprattutto per il nostro fiore all’occhiello: la Clementina di Calabria.

Tale situazione ha messo a serio rischio la tenuta economico-finanziaria delle aziende produttrici calabresi. La situazione di crisi è stata dunque generata da diversi fattori, ma il problema sono state soprattutto le importazioni massicce di prodotto, anche da Paesi Europei, diretto alla grande distribuzione organizzata, senza tutelare il prodotto Made in Calabria.

Il nuovo Decreto Ministeriale sulle emergenze nel settore agroalimentare all’ art.9 paragrafo 4-bis “Misure a sostegno delle imprese del settore agrumicolo” recita:

Al fine di contribuire alla ristrutturazione del settore agrumicolo, è riconosciuto, nel limite

complessivo di spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2019, un contributo destinato alla

copertura, totale o parziale, dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per l’anno 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018.

Sicuramente questo può essere un punto d’inizio ma non è certamente la soluzione alla crisi del comparto agrumicolo calabrese. Non può essere più accettato chein una area vocata all’agrumicoltura arrivino prodotti provenienti da altri paesi: è notizia di ieri, infatti, che un enorme carico di clementine pakistane, dal packaging accattivante, sono arrivate al Porto di Gioia Tauro, mentre i nostri produttori sono costretti a lasciare le clementine sugli alberi visti i prezzi ai minimi storici di questa campagna da dimenticare e che ancora “sbeffeggia” i produttori calabresi.

Non possiamo chiudere le frontiere ma possiamo difendere le eccellenze Made in Calabria” e con esse la nostra terra.

Pertanto, mossi dalla voglia di riscatto e dalla tutela per le nostre aziende e per le nostre

eccellenze, chiederemo un incontro presso il Ministerodelle Politiche Agricole, affinché insieme si inizi un nuovo percorso per il rilancio del settore.

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