FI – Violazioni allarmanti in sanità. Siclari: «Scura, Oliverio e Lorenzin fermatevi»

 Il Commissario Scura continua ad aggredire il Sistema Sanitario della nostra Regione con l’intento di distruggere anche gli ultimi presidi sanitari che ancora resistono e rispondono alle richieste di...

 Il Commissario Scura continua ad aggredire il Sistema Sanitario della nostra Regione con l’intento di distruggere anche gli ultimi presidi sanitari che ancora resistono e rispondono alle richieste di servizi dei cittadini. Tutte le strutture accreditate di specialistica ambulatoriale della nostra Regione che ancora oggi continuano a fornire gratuitamente, con continuità e senza liste d’attesa gli esami richiesti dai calabresi, sono ormai in ginocchio a causa dell’immotivato blocco dei pagamenti che si protrae dal mese di luglio 2017. A breve tutti i laboratori, le strutture che erogano esami di diagnostica per immagine, di fisiokinesiterapia, i clinici che visitano in convenzione saranno costretti a rifiutare i pazienti che richiedono l’erogazione di esami con le impegnative e a lavorare solo privatamente, a causa del debito troppo alto accumulato con le banche. 

Partendo da questi dati, più volte denunciati dalle associazioni di categoria e analizzando, in particolare i dati e le violazioni allarmanti denunciate dall’Anisap e dalla Federlab, il senatore Marco Siclari, da sempre molto attento all’emergenza sanitaria in Calabria, ha deciso di condannare fermamente l’atteggiamento di Scura che sta mettendo a rischio i cittadini calabresi togliendo il sacrosanto diritto alla salute. 

«Adesso basta tagliare il Calabria – ha dichiarato Siclari – se il presidente Oliverio e Scura intendendo proseguire in questo modo, mettendo a rischio l’inteso sistema sanitario e, in particolare, la strutture private accreditate che senza fondi non potranno più erogare servizi adeguati, chiederò a tutti i rappresentanti di categoria e ai sindacati, di unirsi a me per denunciare Scura alla Procura, e i complici di questo scempio, per interruzione di pubblico servizio. Mi appello al buon senso del commissario affinchè ammetta il fallimento, così come fatto dal Ministro Lorenzin e lasci alla sanità calabrese lo spazio e il tempo per risanare le ferite da lui inferte e tornare a erogare un servizio decoroso».

Arrivare a tanto, accade perché nella nostra Regione il Commissario opera impunemente in violazione del suo stesso mandato, che prevede come incarico prioritario il rispetto dei piani operativi, la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza, il completamento del riassetto della rete laboratoristica e dell’assistenza specialistica ambulatoriale. E invece il Commissario Scura viola i programmi operativi, taglia le prestazioni sanitarie ai cittadini, abbatte i livelli minimi di assistenza, ritarda appositamente il processo di riorganizzazione delle reti con il solo obiettivo di incrementare a tutti i costi i finanziamenti per l’ospedalità privata a scapito delle risorse per la prevenzione. E per fare questo viola addirittura la legge di stabilità 2016, sforando di ben 23 milioni di euro il limite imposto da tale legge per i contratti dell’ospedalità privata! Gli unici possibili incrementi tollerati dalla legge (rispetto alle risorse del 2011) sono da riservare a prestazioni di alta specialità rese a cittadini non residenti in Calabria e cioè per la mobilità attiva. Il Commissario, invece, attua questo enorme incremento in modo illegittimo, trasferendo tutte queste risorse alle case di cura senza riservarle alla mobilità attiva per l’alta specialità, che di fatto in Calabria è ben poca cosa!

«La cosa più grave – continua il senatore Siclari – è che il Commissario è chiaramente ben consapevole dei vizi dei suoi provvedimenti poiché è stato redarguito da più parti ma sta intenzionalmente procedendo in un percorso che porterà al baratro e noi questo non possiamo permetterlo». 

Infatti, in questi giorni, ha come unico obiettivo quello di costringere tutte le strutture di specialistica a firmare immediatamente i contratti 2018 scaturiti da un decreto che ripropone tutte le violazioni (e non solo) già presenti nel Decreto 128/2017, attualmente al vaglio del TAR. 

«Ed ecco che il Commissario, invece, di attendere rispettosamente l’esito della giustizia come ci si aspetterebbe da un rappresentante del Governo – conclude Siclari – invece di aspettare l’emissione di una sentenza che definirà se tali manovre violano il diritto alla salute dei cittadini, si affretta a ricattare strutture e Direttori Generali affinché estorcano una firma almeno per il 2018 e il prima possibile. E così, se anche dovesse perdere per l’anno 2017, non sarà costretto a ritrattare il 2018 e avrà comunque trasferito risorse a suo piacimento e a danno di cittadini , strutture e lavoratori».

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