Contro i danni da sedentarietà 20 minuti al giorno di attività

Tanti ne bastano per riportare nella norma il rischio di mortalità

Più si fanno lavori sedentari e più sarebbe necessario non rinunciare ad almeno 20 minuti al giorno di attività fisica moderatamente intensa. Tanti ne bastano infatti, secondo uno studio condotto su quasi 150.000 persone, per invertire il rischio collegato a stare seduti 8 ore al giorno.
Studi precedenti hanno dimostrato che una mancanza di attività fisica aumenta il rischio di mortalità collegato a malattie cardiovascolari, respiratorie, diabete e tumori. Per capire quanto esercizio fisico sarebbe necessario per compensare tale rischio per la salute, i ricercatori dell’Università di Sydney, hanno seguito per nove anni ben 149.077 uomini e donne australiani (di 45 anni e oltre). In base all’attività svolta sono stati suddivisi in: “inattivo” (nessuna attività fisica); “insufficientemente attivo” (fino a 149 minuti); “sufficientemente attivo” (da 150 a 419) e “altamente attivo” (oltre 420).
Secondo i risultati, pubblicati nel Journal of American College of Cardiology, sedersi per più di 6 ore al giorno è stato associato ad un aumentato rischio di morte. Tuttavia, questo effetto è stato riscontrato tra le persone che non avevano raggiunto i 150-300 minuti di attività fisica da moderata a vigorosa a settimana, equivalenti a circa 20-40 minuti al giorno in media. “Rispettare solo il limite più basso ha eliminato l’associazione con il rischio di mortalità per tutte le cause legato allo stare seduti”, afferma Emmanuel Stamatakis, autore principale. Al contrario, “ridurre solo il numero di ore seduti non è sufficiente a ridurre tale rischio, se non ci si impegna anche in maggiore attività fisica”. (ANSA).

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