IL CIRCOLO DEI LETTORI DI CROTONE HA PRESENTATP IL LIBRO DI SANDRO CAMPANI

Il Circolo dei lettori spazia e conserva il privilegio di affrontare la lettura e le riflessioni dei libri che sono preziosa testimonianza all’interno della XVIII edizione del Festival dell’Aurora...

Il Circolo dei lettori spazia e conserva il privilegio di affrontare la lettura e le riflessioni dei libri che sono preziosa testimonianza all’interno della XVIII edizione del Festival dell’Aurora “Mediterranean without frontiers” organizzato da Fondazione Odyssea e Fabbrica delle Arti. E tutto questo si dipana nello scenario della Lega Navale di Crotone , un piccolo ma intenso luogo dove gli appassionati di lettura volgono la loro attenzione, dove venerdì 9 marzo alle ore 18.00 all’attenzione di un pubblico , attento e interessato , si è svolta la presentazione del libro di Sandro Campani ” Il giro del miele” ,edito da Einaudi. Un romanzo che guarda con intensità al dialogo . Alla capacità di volgere lo sguardo alle parole . Parole che si snocciolano mentre si ha davanti un amico, un compagno o un contesto un po’ più ampio e che comunque si ferma al nucleo delle persone più care. Tutto si svolge in una stanza di una casa che mantiene e custodisce la preziosità del comunicare. La relazione come immagine sostanziale dell’individuo che mette a disposizione il suo parlare per intessere un rapporto con l’altro . Con gli altri. E su questi presupposti si volge il trittico dei rapporti relazionali: gli amici, la famiglia e gli amori. Campani, per sua stessa dichiarazione, non ama le trame complicate. Preferisce e privilegia lo spazio del dialogo o di tutto quello che implica lo spazio del dialogo. Il dialogo difficile tra padre e figlio . Dialogo reso ancor più difficile da un padre col quale non si riesce in tutta la vita a dirsi una sola volta “Ti voglio bene”. Ma Campani in questa sua opera riesce anche a mettere in rilievo il linguaggio femminile che diventa onnipresente nella nostra quotidianità di contrasto alla componente del mondo maschile che rimane taciturno. Sono tutte le considerazioni che si evincono in questa lunga espressione comunicativa che in una stanza diventa elemento essenziale per parlare del mondo e della vita. Del mondo degli affetti che si incrociano con i momenti della nostra vita. Così si addolcisce il tutto nella stanza che si proietta come luogo nel quale la libertà dell’intimità è garantita, ma soprattutto protetta.

 

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