Black Widows, avviso di chiusura indagini per 12 persone

Salgono a 12 gli indagati dell’inchiesta “Black Widows” che, lo scorso 9 aprile ha portato al fermo di sette persone (LEGGI) accusate del duplice tentato omicidio di  Giovanni Alessandro...

Salgono a 12 gli indagati dell’inchiesta “Black Widows” che, lo scorso 9 aprile ha portato al fermo di sette persone (LEGGI) accusate del duplice tentato omicidio di  Giovanni Alessandro Nesci e del fratello 13enne con la sindrome di down a Sorianello a fine luglio 2017. La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha notificato l’avviso di chiusura indagini e avrebbe così chiuso il cerchio sull’inchiesta sfociata nell’operazione condotta quattro mesi fa dalla Squadra Mobile di Vibo.

Il gip, a seguito dei fermi, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Michele Nardo, 47 anni; VincenzoGocciolo, 30 anni; Gaetano Muller, 19 anni; Rosa Inzillo, 50 anni; Viola Inzillo, 52 anni, Domenico Inzillo; e agli arresti domiciliari, invece, per Teresa Inzillo, 56 anni. A queste sette persone se ne sono aggiunte altre cinque: Antonio Fortuna, 43 anni, Salvatore Emmanuele, 24 anni, Maria Rosa Battaglia, 84 anni, Ferdinando Bartone, 19 anni, Michele Ida, 21 anni. Sono accusati tutti, a vario titolo, di tentato omicidio; detenzione e porto di armi, riciclaggio, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini, dirette dai sostituti procuratori della Dda Annamaria Frustaci e Filomena Aliberti e coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri con la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri, sono scaturite dal tentato omicidio dei due fratelli, Giovanni e Manuel Nesci, ed avrebbero fatto luce su uno spaccato delle attuali dinamiche criminali dell’entroterra vibonese, che da decenni è caratterizzato dalla contrapposizione tre le famiglie Loielo ed Emanuele-Maiolo per il controllo del territorio. Nell’ambito dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale è stata infatti riconosciuta l’esistenza dell’aggravante dell’articolo 7 così come contestato dalla Procura distrettuale di Catanzaro.

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