Bilancio Ue: Regioni fissano primi paletti su post 2020

Presidente CdR, calcoli Commissione mascherano tagli a coesione e Pac
12 July 2017, 124th Plenary Session of the European Committee of the Regions. Belgium - Brussels - July 2017 © European Union / Fred Guerdin Karl-Heinz Lambertz, President-Elect of the European Committee of the Regions (CoR)

A due settimane dalla pubblicazione della proposta della Commissione Ue sul bilancio pluriennale dell’Unione per il post 2020, le regioni europee fissano i primi paletti in vista del difficile negoziato che ora vedrà protagoniste le istituzioni comunitarie.

“Se vogliamo continuare a beneficiare di una vera politica di solidarietà europea, che riduca le ineguaglianze sociali, economiche e territoriali, ma allo stesso tempo prepari le grandi transizioni del XXI secolo”, non si può transigere su alcuni punti, ha dichiarato il presidente del Comitato Ue delle Regioni (CdR), Karl-Heinz Lambertz.

Le “linee rosse” sono: la gestione condivisa dei fondi fra Bruxelles, Stati e regioni europee, che è “la forza della politica di coesione”; il mantenimento dell’approccio territoriale, che adatta i programmi alle regioni; e la lotta contro ogni tentativo di rinazionalizzazione dei fondi strutturali, come il Fondo sociale Ue.

Lambertz ha poi denunciato ancora una volta la “mancanza di ambizione” e i “piccoli capolavori di calcolo” effettuati dalla Commissione Ue nella sua proposta per mascherare i reali tagli alla coesione e all’agricoltura. Non sono del 7% e del 5% come dichiarato dall’esecutivo, ha spiegato il presidente del CdR, ma in termini reali sono “almeno del 10% per la coesione e del 15% per lo sviluppo rurale”.

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