Aletheìa. Servizi teatrali: “istituire Commissione super partes”

“Una spesa più di cinque milioni di euro per acquistare neanche la piena proprietà del teatro Grandinetti” una scelta avvenuta “senza essere preceduta da un piano economico pluriennale” da...

“Una spesa più di cinque milioni di euro per acquistare neanche la piena proprietà del teatro Grandinetti” una scelta avvenuta “senza essere preceduta da un piano economico pluriennale” da parte dell’amministrazione comunale e nella completa obiezione dell’Associazione Aletheia di Lamezia Terme, impegnata da tempo sul fronte dei servizi teatrali.

“Non vogliamo neanche parlare della oramai stucchevole storia dell’appalto dei servizi teatrali, partito per la gestione, fino al mese di giugno 2018, di tutti i teatri, due dei quali non agibili. Non vogliamo, parlare, infine, neanche dei contributi indiretti, senza bando, ad alcune associazioni che hanno utilizzato, gratuitamente, il teatro. Vogliamo, invece, parlare – avanza la nota – del futuro dei teatri affinché non si ripetano gli errori del passato. Intanto, la Commissione deve decidere ed anche in fretta se la gestione dei teatri dovrà essere diretta o in concessione”.

“Nell’uno o nell’altro caso – è il parere del direttivo dell’associazione – la gestione non può essere passiva come attualmente lo è di decine di migliaia di euro. La gestione, inoltre, non deve discriminare le associazioni culturali: tutte hanno il diritto ad ottenere il medesimo trattamento. Il regolamento sulle attività culturali va sicuramente rivisto, reso più chiaro, instituendo un organo consultivo – costituito non solo dalle associazioni culturali ma anche dalle associazioni dei cittadini – ove non dovrebbe far parte chi eventualmente gestisce i teatri”.

“Infine, tutti i contributi, anche indiretti, come l’uso gratuito della struttura, devono essere erogati con avviso pubblico, come previsto dalla legge. Se così farà la Commissione straordinaria – chiosa nota – non ci sarà più spazio per comportamenti prepotenti e solo allora le strutture teatrali saranno davvero dei cittadini e non prerogativa di pochi privilegiati”.

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